La vittoria dei cialtroni

messner per durni 150.000 sudtirolesi sono andati a votare i referendum.

150.000 cittadini hanno sollevato il sedere dalle loro sedie, hanno dedicato tempo sempre prezioso e riflessioni e pensieri per questioni di civiltà, senza alcun tornaconto immediato, un atto di coraggio civile.

Hanno pensato con la loro testa, andando a votare, contro un sistema di potere, SVP in testa, che ha provato in tutti i modi a boicottare, a fare confusione, a discreditare:

mettendo insieme 5 quesiti così diversi,mettendo insieme quesiti di cittadini con quelli di partiti, convocando le elezioni insieme a quelle delle primarie PDine e perfino aprendo in ritardo diversi seggi, tentando in piena corsa di delegittimare gli stessi quesiti con prezzolate consulenze ad hoc e infine lanciando addirittura il rischio etnico alla rovescia per bocca dell’alpinista ipossico, sempre pronto all’uso.

Un grande apparato, con tanto di giornali e televisione, schierati (alla Berlusconi): poca informazione e tanta propaganda di regime.

Dall’altra un piccolo e eroico gruppo di promotori, molte associazioni tanto impegno volontario, civile e spassionato.

E grazie al loro impegno oggi possiamo affermare che più di 100.000 sudtirolesi sono contro l’aeroporto e per una democrazia diretta.

Una richiesta precisa di partecipazione, un chiaro messaggio di voler decidere le sorti del proprio territorio.

Un chiaro segno che 1/3 della popolazione, pensa e si esprime sugli argomenti, sulle cose che riguardano la loro vita, senza bisogno di sigle, simboli, targhe di partito e timbri etnici.

Gli altri, il presidente della Provincia in testa, dormono, oppure pensano ai fatti propri, o sono fusi dal sistema della crescita infinita, a rincorrere falsi miti, denaro e ricchezza, o distratti da riti di pseudo democrazia.

Molti, soprattutto di lingua italiana, sono addirittura impauriti dal rischio di sparizione etnica, comicamente sventolato da Messner nei confronti del gruppo italiano e subito ripreso dal presidente Durnwalder.

Durnwalder che si preoccupa del gruppo linguistico italiano?

Beh, certo che non lo può far sparire, se no tutto il sistema ( proporzionale, patentino, ecc.) salterebbe, e poi chi ricoprirebbe il posto di vice nelle amministrazioni pubbliche?

Non esita il presidente a regalare ai bolzanini, che ringraziano, centinaia di migliaia di fumi tossici dell’inceneritore, un autodromo in piena campagna ( safety park) e in futuro  la Thun City sul nostro Virgolo.

La voglia di lamentarsi, di fare la parte della vittima, di cogliere il messaggio più semplice, la pigrizia di non sforzarsi di capire, ha fatto perdere a molti una rara occasione di esistere come persone e non come numero proporzionale, di dotarsi di uno strumento, non per decidere di sterminarsi a vicenda ( ridicolo e falso) ma per decidere del destino del loro territorio, dello stile di vita e della salute dei loro figli. Poveretti!

Speriamo che un giorno non si debbano pentire loro e i loro partiti ( PDL) , defilatisi pilatescamente e vigliaccamente dalla contesa, forse per non rovinarsi la strada per futuri governi.

Ora più di 100.000 cittadini del Sudtirolo si aspettano dalla politica una risposta al loro chiaro messaggio, da quelli più vicini a chi è stato zitto, da chi ha remato contro.

La speranza che 100.000 voti diventino 100.000 persone che sempre più spesso escano di casa, si trovino a chiacchierare, a riflettere su questa loro terra e  nascano  comitati, associazioni che si occupino del futuro di questa bellissima e ricca terra, massacrata dal cemento e dall’egoismo di pochi.

E magari che qualcuno dei rimasti a casa cominci a risvegliarsi e a pensare che lo scontro etnico è biada per il sistema dei partiti ( tedeschi e italiani) ma che i veri problemi dei cittadini sono altri.

“La differenza tra la democrazia e la dittatura è che nella prima ti fanno votare e poi ti danno ordini, mentre nella seconda non ti fanno perdere tempo a votare.”

Charles Bukowski o Durnwalder ?

Claudio Vedovelli

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6 Responses to “La vittoria dei cialtroni”


  1. 1 Dr. Christa Pardeller 28 ottobre 2009 alle 22:50

    Die Volksabstimmung wiederholen. Viele waren vor verschlossenen Wahllokalen, vorallem in der Früh (vor/nach Frühmesse) gehen viele wählen. Vielleicht waren es gerade die fehlende Prozente, die verhindert wurden.
    Ripetere il referendum popolare siccome alla mattina tanti locali erano chiusi. Magari sono propri quelli pochi percentuali mancanti che non hanno votato per chiusura dei locali alla mattina.

    http://www.christapardeller.wordpress.com

  2. 2 Webmaster 28 ottobre 2009 alle 18:21

    COMUNICATO STAMPA CON PREGHIERA DI CORTESE PUBBLICAZIONE

    Un primo dato che si può ricavare dall’esito del referendum è che nelle città a maggioranza italiana l’affluenza è stata scarsa, Bolzano 24%, Laives 27% e Merano 28%. C’è inoltre, come in altri casi, una discrasia fra città e valli che hanno invece partecipato in misura maggiore al voto.
    Ciò, a mio personale modo di vedere , è dovuto a vari fattori:
    – scarsissimo per non dire nullo coinvolgimento dei partiti e degli eletti di lingua italiana da parte dei proponenti. Cioè tutta la battaglia è stata percepita come una questione fra “tedeschi”, che questo sia vero o no fa poca differenza, in questi casi conta più il percepito
    – stanchezza generale della popolazione per lo strumento referendario. Molta gente si chiede e ci chiede che senso ha spendere una valanga di soldi pubblici per ben 5 quesiti, molto diversi fra loro e poco comprensibili. Anche tutti gli altri referendum nazionali hanno avuto lo stesso e spesso peggior esito. Per il futuro sarà bene ( piazza della vittoria insegna) concentrarsi su di un solo tema, chiaro, comprensibile e condiviso
    – nessun coordinamento fra le opposizioni. I vari partiti e movimenti sia italiani che tedeschi paiono incapaci di coordinarsi e di proporre azioni comuni. In una provincia “normale” con un’alternanza ogni 5 anni fra chi governa e chi sta all’opposizione sarebbe accettabile, nella nostra provincia non è ulteriormente tollerabile questo scollamento
    – chi è andato a votare, ha votato sì. E’ un dato che chi governa non può prendere alla leggera, sia per il quesito sulla precedenza alla popolazione locale per le agevolazioni edilizie sia per una richiesta di più democrazia. In parole povere non ci sono vincitori nè sconfitti.
    Un’ulteriore riflessione da fare è che la popolazione di lingua italiana deve essere più coinvolta, informata e presa in considerazione in futuro da tutti, senza di noi non si va da nessuna parte e non si ottiene nulla, se non qualche foto sui giornali che il giorno dopo sevono ad incartare il pesce. Credo che la Lega sia il partito giusto per far convivere le diverse anime del nostro territorio.

    Mariateresa Tomada – Lega nord

  3. 3 Lorenzo Lione 28 ottobre 2009 alle 17:57

    Ai giornalisti del quotidiano Alto Adige.
    e p.c. ai giornalisti del Corriere dell´Alto Adige

    Con preghiera di pubblicazione sul primo

    È da parecchio tempo che volevo esprimere la mia delusione ed il mio disappunto per come il vostro quotidiano tratta l´informazione.
    Vi scrivo, deluso, perché ritengo che affrontando la questione dei referendum l´ “Alto Adige” abbia preso posizione boicottando i referendum e l´informazione vera.

    Sarebbe stato possibile (e facile) spiegare ai vostri lettori che non era necessario accettare in blocco i 5 referendum quanto piuttosto esercitare una scelta (democratica) tra quelli di proprio gradimento. Spiegare che la terza via tra il SI ed il NO ovvero la soglia del QUORUM poteva essere esercitata sul singolo referendum. In questo modo si poteva fornire anche ai poveri elettori di lingua italiana uno strumento per sentirsi partecipi alla vita democratica di questa Heimat.

    Invece che alimentare paure a tutti i costi, avreste potuto spiegare se e come i referendum rappresentano minacce vere per l´Autonomia e per la convivenza o se, piuttosto, vi sono,ancora valide, garanzie assicurate dalla Costituzione e dallo Statuto.

    Alcuni esempi possono chiarire meglio la mia delusione.
    Sabato, alla vigilia dei referendum il vostro giornale non riportava nessuna scheda riassuntiva dei referendum, nessuna informazione diretta. Il testo integrale sui referendum sarebbe stato molto piú interessante di due pagine dedicate ad Avolio, al termine di una settimana dove non avete parlato d’ altro.Invece no. Il vostro giornale riportava in prima pagina la “verità” precotta a firma di Campostrini dal titolo “Cinque quesiti che puzzano”. Un vero incoraggiamento al voto ed alla comprensione.
    Questa, signori, non é informazione.
    Nello steso giorno, sul Corriere dell´Alto Adige una scheda riassuntiva sui referendum permetteva a me ed alcuni conoscenti di effettuare un confronto ed uno scambio di idee sui referendum.Questa, signori, é informazione.

    Altro esempio.
    Quando lunedí diversi politici ed organi di stampa/comunicazione hanno commento l´accaduto è risultata lampante la misera figura del gruppo italiano.
    Certo, il vostro quotidiano non è la causa di tutti i mali ma, anche per rispondere a riferimenti diretti al vostro giornale, mi sarei aspettato da dei professionisti dell´informazione un riferimento a quanto accaduto e, se non una minima autocritica, almeno un minimo di analisi.
    In passato, forse per affetto, ho provato indulgenza e comprensione per il vosto giornale ma adesso trovo l´informazione che fate sia sempre piú becera.
    Mi chiedo in che misura contribuite a spaventare e a disinformare la popolazione italiana a livello locale.
    Mi consola il fatto che, tra i quotidiani in lingua italiana, si possa scegliere tra l´Alto Adige ed il “Corriere dell´Alto Adige” e, se si decide di rinunciare ai necrologi del primo, si puó trovare sul secondo un informazione molto piú interessane e piú viva.

    Cordiali saluti

    Lorenzo Lione

    • 4 Andreas 28 ottobre 2009 alle 18:01

      Lorenzo, concordo pienamente!
      l’editoriale (?) di sabato non era un’opinione, né informazione, bensì una “bomba terroristica” fatta per causare più danni possibile 😦
      A partire dal forte titolo che si riferiva alla puzza di referendum e allo squallido invito a starsene a casa (invito sempre particolarmente nobile ed esaltante per la democrazia), venivano riproposte le argomentazioni di Messner senza dialetticamente prendere in alcuna considerazione le confutazioni che lo avevano seguito. Semplicemente aberrante è stata l’apologia di “democrazia filtrata” espressa. Infine, uscendo il sabato ha dimostrato con ogni evidenza che non si trattava ti un tentativo di aprire un dibattito quanto di un siluro senza diritto di replica utile.
      Insomma: un giornalismo quantomeno di dubbia onestà intellettuale.
      Andreas

  4. 5 webmaster 28 ottobre 2009 alle 03:06

    Gentile Claudio Vedovelli,
    abbiamo pubblicato il suo intervento su http://www.estnord.it
    cordiali saluti
    gianni belloni

  5. 6 Marco Straccio 28 ottobre 2009 alle 02:33

    La rabbia del “the day after”, speriamo solo che il suo senno sia sconvolto da questa rabbia.
    Questo post non mi è piaciuto per nulla, zeppo di insulti e cattivi auguri.
    Grazie a Dio il potere non è nelle Sue mani: avrei paura.
    Dimenticavo… tanto per la cronaca e soprattutto per non attirare le Sue ritorsioni voodoo più feroci io ho votato si.
    Cordiali saluti
    Marco Straccio


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