Non vale la pena avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare. ( Gandhi)

Pubblico volentieri due interessanti interventi, dello storico Giorgio Delle Donne e di Andrea Perugini,  sul tema delle libertà e del fascismo. Non conosco, se non dalla stampa, CasaPound e CasaItalia, penso però che in ciò che dicono Delle Donne e Perugini vi siano alcuni concetti che ci debbano far riflettere, andando oltre vecchi schemi rosso-nero, destra-sinistra, ma entrando nell’ottica che, pur salvaguardando doverosamente storia e valori, ragione e torto non sono certificati da nessuno e comunque le cose sono cambiate e la situazione è assai più aggrovigliata di quello che pensiamo.

Alcuni punti su cui sarebbe interessante aprire un dibattito:

– valori come solidarietà,  rivendicazioni sociali, partecipazione sono tipici delle nuove generazioni.  Erano valori della sinistra, ora attraggono anche i giovani della destra.  Si può dire che se sei di destra non puoi essere solidale ?

– perché l’impegno politico-sociale,  soprattutto nei giovani, sembra in questo momento a Bolzano, essere più nella destra?

– come si deve affrontare questo problema : con le chiusure,  le multe e i divieti o si potrebbe provare a comprendere il fenomeno, oppure almeno a confrontarci sui singoli temi, lasciando a casa le ideologie ?

Claudio Vedovelli

Da Corriere della sera 29.11.2009

Lo storico Il motto: non condivido le tue idee ma lotto affinché tu possa esprimerle Delle Donne: giovani idealisti BOLZANO

— «Chiudere quella libreria di CasaItalia? Dico un «voltairiano » no: non condivido le tue idee ma lotterò affinché tu le possa esprimere ».

Lo storico Giorgio Delle Donne è particolarmente schietto. Delle Donne, secondo lei oggi un ragazzo di 20 o di 30 anni, ha senso che legga i «Discorsi della rivoluzione » di Mussolini o «Fascista per Dio e per la patria» di Degrelle? «Rivolto la domanda, e si possono leggere Stalin e Lenin?». Fatto. Cosa ne dice? «Certo che è possibile, certe cose si leggono per lo spessore storico che hanno». Semplice conoscenza storica? «Guardi, in generale, il fatto che certi giovani si trovino ancora per discutere di politica, di morale, e di valori se vogliamo, anche in valori in cui certamente io personalmente non mi identifico, lo trovo una cosa interessante, a prescindere. E poi la Destra, ricordiamolo, ha avuto una sua dignità storica. Il problema di oggi è il contesto». Cioè? «Ormai qui si vede la politica divisa in ‘gente di destra che va a escort e gente di sinistra che va a trans, almeno questi qui tentato di parlare di politica in termini più ‘nobili’. Questo vale per oggi, mentre è chiaro che 30 anni fa mi avrebbero fatto arrabbiare. Allora non solo l’estrema destra ma la destra tutta , l’Msi, era neofascista, poi è diventato post-fascista e oggi è antifascista. Una trasformazione che ha avuto anche l’estrema sinistra. Allora c’era il partito marxista-leninista».

Tornando ai giovani di oggi? «Come tutti i ragazzi cercano un inquadramento, un ‘modello positivo’ del mondo, che comprenda tutto. Per me 40 anni fa il ‘paradiso in terra’ era il socialismo liberale. Potrei essere il loro padre, se non il loro nonno. Li guardo con… tenerezza». Tenerezza? «Anche io ero un idealista. Che poi ha capito l’importanza del confronto». Un esempio? «Urzì (oggi consigliere provinciale del Pdl, ndr) mi invitò alla scuola di giovani di An. Accettai ma a condizione che venisse anche uno storico sudtirolese. Arrivò Von Hartungen e ci spiegò come vedeva le critiche sulla Svp. Fu un incontro bellissimo, anche per quei ragazzi molto arrabbiati, che votavano An ‘a priori’ per via della contrapposizione etnica». Cosa emerse? «Per esempio, che il sentimento nazionale è cosa ben diversa dal nazionalismo ». L’importante è non essere monotematici, il «nodo» è come si interpretano le letture. È così? «Certo, se uno legge le tesi sul colonialismo e poi va a picchiare l’immigrato è un allucinante eccesso da condannare, ovvio».

C’è un modo «corretto» di leggere la storia? «Il modo critico, storico, culturale, anche politico ma non estremista». Alla fine questa libreria, lei la chiuderebbe? «No, Voltaire docet: non condivido le tue idee, ma lotterò affinché tu possa esprimerle. Teoricamente, e parlando in generale, questo vale anche per i razzisti. Io ho firmato due appelli riferiti alla Sisco (Società italiana per lo studio della storia contemporanea), di cui faccio parte, contro lo ‘storia di Stato’. In molti Paesi si condannano penalmente, per esempio, i negazionisti. Ma io temo uno stato che manda la gente in galera perché ha deciso ‘per legge’ quali sono le verità da dire. Chi dice che i campi di concentramento non sono mai esistiti, è ovvio che dice una scemenza, ma la cosa va combattuta e smontata con l’informazione, la circolazione delle idee». Pierluigi Perobelli

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Da Corriere della Sera24.11.2009

CASAPOUND A SCUOLA E LA BENEFICENZA FASCISTA

Credo che l’ideologia possa essere usata come un ottimo strumento di interpretazione della realtà. Però credo anche che bisogna stare attenti a non farsi usare dalle ideologie come soldatini che vengono schierati da chi poi insegue interessi che sono sempre altri. Personalmente sono razzista coi razzisti, disprezzo gli abusi di potere e le ingiustizie in generale. Credo profondamente nella libertà soprattutto di opinione e di espressione. Ed è in base a questi principi che ritengo non sia utile attaccare i «fascisti» di CasaPound sulle iniziative di beneficenza, attività peraltro cui spesso gli estremisti violenti vengono condannati dai giudici. Qui invece abbiamo addirittura il caso di un’attività volontaristica. Non è paradossale la situazione? Se anche la HitlerJugend di Naturno, invece che passare il tempo a picchiare stranieri e alternativi di sinistra, avesse fatto beneficenza non sarebbe stato meglio? Non è quasi utopistico un mondo dove gli estremisti di destra organizzano iniziative di beneficenza invece che spedizioni punitive? Si dà per scontato che tutta l’operazione segua la sottile strategia di infiltrarsi tra i giovani per poi corromperli. Può anche darsi. C’è chi lo fa con il tifo ultrà. Per ora non ci sono prove di questo e per ora, da anni, CasaPound a Bolzano non si è segnalata per particolari azioni di estremismo politico, né per azioni violente. Invece, a livello istituzionale, sono altri che interpretano declinandolo le vecchie forme di fascismo. Sono altri che elogiano anche da sinistra le presunte virtù della «democrazia filtrata». Ci si limiti a considerare le azioni della Lega Nord e le esternazioni del vicesindaco Ellecosta o i «pamphlet» contro la democrazia diretta. CasaPound è un’associazione illegale? Non mi sembra. Il loro logo infrange la Legge Mancino? Decisamente no. Con questa iniziativa propagandano idee razziste? Neppure. A Bolzano hanno una tradizione antidemocratica? Non mi risulta. Dunque, in base a quali presupposti si vuole impedirne l’esistenza? È certamente vero che la storia dei singoli membri di quest’associazione affonda le radici nel fascismo, è vero che molti continuano a simpatizzare per il fascismo ma è anche vero che i militanti di CasaPound nel proprio manifesto politico «Basta con destra e sinistra!» non si definiscono come fascisti né estremisti di destra, ma teorizzano un ben più interessante e divertente «Estremocentroalto». Insomma, per ora la ragione mi sembra stia dalla parte della solidarietà, mentre temo un certo estremismo ideologico nel volerne la totale ghettizzazione. Registro la solita «furbizia» nel voler innescare forzatamente la contrapposizione destra e sinistra, dicotomia politica che in Italia continua a garantire il potere della Casta quando gli uni si appellano contro l’orda delle destre e gli altri all’anticomunismo, il tutto ai danni dell’elettorato che crede di esercitare la propria volontà a ogni elezione ma che, obnubilato dagli spauracchi ideologici, dimentica i vari malgoverni e sistematicamente gabbato elargisce fiducia a fondo perduto. Grazie alle polemiche sollevate vedo poi tutta la pubblicità che CasaPound oggi raccoglie.

Andreas Perugini, BOLZANO

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3 Responses to “Non vale la pena avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare. ( Gandhi)”


  1. 1 irto 23 maggio 2011 alle 21:49

    consiglio a tutti di leggere “la controrivoluzione preventiva” di luigi fabbri per capire esattamente che cosa sia il fascismo e per capire il danno che possono fare più o meno consapevolmente queste associazioni tipo casapound_ buona lettura_

  2. 2 Andrea Bonazza 10 dicembre 2009 alle 01:57

    Bunasera Signor Vedovelli, mi chiamo Andrea Bonazza e sono il portavoce di CasaPound a Bolzano. Sono felice di aver trovato questa nota sul suo blog e mi permetto di pubblicare per intero la lettera che ho scritto al Signor Giorgio delle Donne, magari avendo un Suo parere qui o in privato. Grazie per l’attenzione.

    Bolzano 29/11/2009

    Buonasera Signor Delle Donne.
    Comincio subito col complimentarmi per la sua intervista riportata sul quotidiano “Corriere dell’Alto Adige” con la quale mi trovo estremamente daccordo, sopratutto riguardo la libertà di pensiero e di espressione e la citazione di Voltaire… valori che dovrebbero essere fondamenti indispensabili per ogni società Civile e Democratica.

    I ragazzi di CasaPound Bolzano in 2 anni di attività hanno organizzato ben oltre 30 conferenze e dibattiti dai temi più svariati… dai poeti armati francesi fino ad arrivare ad Ernesto Che Guevara… da Roma o Sparta fino al monopolio microsoft e il software libero… dagli sgravi della politica altoatesina fino al sistema monetario internazionale e la globalizzazione… con lo scopo ben preciso di creare informazione/controinformazione e dibattito, rispettando la trasversalità politica ed intelletuale di ogni persona che vi partecipava. In occasione delle nostre conferenze abbiamo sempre invitato via mail o di persona, a 360°, gli esponenti di tutti gli schieramenti politici e non, da Rifondazione ad Unitalia, trovando aihmè ben poca partecipazione. Si parla di educare i giovani, di mancanza di valori o interesse storico, sociale e culturale da pare della gioventù… ebbene, questa tanto criticata gioventù ha deciso di rispondere…di reagire…di ritornare ad essere protagonista nel panorama socioculturale della città… e cosa ha ottenuto in cambio? Sterili polemiche. Assurdi pregiudizi. Infamanti accuse mosse da quello stesso mondo che si ammanta di democrazia e libertà arrivando a criticare faticose azioni di solidarietà per il Popolo Karen della Birmania (in lotta contro la stessa droga che i nostri giovani consumano nelle nostre strade, o che i nostri “eletti” consumano nei loro salotti buoni della politica o dell’imprenditoria altoatesina) oppure interventi umanitari in quell’Abruzzo distrutto dal terremoto ove i nostri ragazzi (io compreso) abbiamo passato tre mesi (!) bellissimi con la cittadinanza locale a ricostruire, aiutare, cucinare, vegliare la notte nei centri abitati contro i numerosi sciacallaggi, portare dalla nostra amata Bolzano generi di prima necessità da distribuire alla popolazione abruzzese con la quale si è instaurato un legame meraviglioso.
    A settembre di quest’anno è stata inaugurata la biblioteca comunale di Poggio Picenze (paese vicino a L’Aquila) con i libri che abbiamo raccolto in tutta Italia (tre furgoni da Bolzano) in collaborazione con scuole e case editrici. Mai abbiamo chiesto un euro alle istituzioni bolzanine! Mai un aiuto da parte della politica! Noi ci si autofinanzia! studenti e lavoratori della classe media! dei quartieri popolari della ricca Provincia di Bolzano. E’ forse questo che da così fastidio?! un gruppo di giovani amici che sacrificano il loro tempo e il loro denaro per aiutare chi sta peggio o organizzare eventi per la collettività? cosa turba dunque la quiete della tanto decantata isola felice?!
    Tra i membri della nostra Associazione vi sono ragazzi di destra come anche di sinistra (!) italiani come anche tedeschi… forse è questo che da così fastidio! Il fatto che parte della gioventù si sia stancata di una politica fallimentare che continua ad alimentare lo scontro tra opposti estremismi, siano essi politici oppure etnici…lontani anni luce dalla nostra condotta di vita e dalle nostre attività sociali e culturali. Di sessantotto ce ne è stato già uno e francamente penso che il suo unico risultato sia stato quello di portare un intera generazione nel baratro di una guerra civile FRATRICIDA!!! Mi auguro con tutto il mio giovane cuore che ciò non avvenga mai più! Amo l’Italia! Tutta! Amo l’Europa! Tutta! Amo la Tradizione di essa! non mi chiudo in nessuna stanza buia lasciando chiuse al mondo porte e finistre! anzi, le apro tutte! Amo respirare l’aria d’Occidente come quella affascinante di Oriente. Leggo il Bushido come anche i testi di Nuvola Rossa (vero Eroe e condottiero per i popoli Sioux e Cheyenne). Sogno un mondo migliore con le parole di Mahatma Gandhi e auspico un Africa libera da colonialismi e sfruttamento da parte delle multinazionali dell’uomo bianco (e le assicuro che mi vergogno profondamente del ruolo che quest’ultimo ha coperto nel corso della storia a discapito delle popolazioni più deboli!).

    Ho avuto l’estremo piacere di essere invitato all’inaugurazione di CasaItalia, la libreria che tante polemiche sta sollevando in questi giorni…
    ho trovato libri stupendi… siano essi “neri” o “rossi” (sui quotidiani però non sono stati citati…), libri storici o romanzi affascinanti come “Lo Hobbit” del grande J.R.R. Tolkien oppure “1984” del maestro Orwell.
    Ho avuto modo di conoscere e discutere con i ragazzi di questa Associazione e sa cosa le dico? che mi si è riempito il cuore di gioia nel vedere altri ragazzi che guardano la vita con la stessa luce negli occhi! Cosa molto rara di questi tempi come lei saprà…
    Mi verrebbe da citarLe una frase pronunciata nel profetico libro di Bradbury “Fahreneit 451” … “siamo un manipolo di indesiderabili che gridano nel deserto…” eh già… quanto è vero… Si ricorda quando nel libro il pompiere Montag assieme al suo superiore si trovano nella soffitta della pericolosissima signora anziana colpevole di custodire gelosamente quei pericolosissimi libri? venne citato F.W. Nietzsche come anche Jack Kerouac. venne preso in mano il “Mein Kampf” di Adolf Hitler assieme a “Il Capitale” di Karl Marx. Libri. Idee. Cultura. Giuste o sbagliate che possano essere rappresentano il patrimonio più grande per un’era governata dalla dea televisione o scandita da fast food, pubblicità e annichilimento culturale.

    Non le rubo altro tempo Signor Delle Donne. Ho già parlato abbastanza e non è di certo mio costume… preferisco i fatti alle parole… come sosteneva il grande poeta americano Ezra Pound da cui la nostra Associazione prende il nome: “L’unica Cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azione” eh già… ma a qualcuno questo da fastidio…

    La ringrazio per il tempo concessomi. E spero di ConoscerLa di persona un giorno. Perchè solo l’obbiettività di uomini come Lei può rappresentare la Giustizia culturale in una società composta da ottuse fazioni.
    Con Rispetto le auguro buon lavoro.


  1. 1 kiasma.it - il blog » Fa & antifa - alcune considerazioni Trackback su 10 settembre 2010 alle 00:18

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