“ Ghe pensi mi”

Durnwalder non ama Bolzano. Bolzano tace.

                       E’ fuori dubbio che Durnwalder non ama Bolzano e men che meno i suoi cittadini ai quali ha regalato, con il consenso comunale , un inceneritore da 130.000 tonnellate,  per smaltire i rifiuti di tutta la Provincia e con essi fumi e sostanze tossico-cancerogene in essi contenute.

 Ha regalato alla città strutture importanti come Museion, LUB, Eurac che però la città vive come corpi estranei, come dazio da pagare alla Provincia ma senza comprenderne l’utilità e l’integrazione, che forse non c’è.

 Inebriato dal PIL sudtirolese, che tutto misura meno che lo stato di benessere (che non è solo la ricchezza di un popolo) ( vedi discorso R.Kennedy: Il Pil è disumano.) , Durnwalder si è lasciato andare alla sua visione di Bolzano:  un centro turistico commerciale da riempire continuamente di gente in abbondanza e con essa di traffico, rifiuti, confusione ecc.

Bolzano come attrazione turistica  alla quale sacrificare ambiente e salute, sobrietà e vivibilità della città.

L’ attacco di Durnwalder alla Giunta Spagnolli passata e presente, trasuda  di voglia di intervenire direttamente e con il solito decisionismo, tanto amato dai sudtirolesi,  risolvere le questioni, accontentando in questo modo la fila di imprenditori che hanno bussato alla sua porta.

 Perché, quello che piace poco, sono i percorsi decisionali: sia per il progetto con Thun sul Virgolo che per il minimetrò con la Leitner  gli imprenditori sono andati direttamente a mostrare le loro intenzioni al Presidente, saltando completamente una via democratica di partecipazione dei cittadini e infischiandosene dell’impatto sulla città di Bolzano.

 Inverso dovrebbe essere il rapporto imprenditori e città, con il precoce coinvolgimento della popolazione al fine di una decisione condivisa; in apparenza un percorso più lungo ma in realtà  molto più democratico e alla fine , secondo diversi studi anche più efficace. Qui invece si preferiscono percorsi preferenziali, conoscenze  mirare a chi in effetti tiene la cassa.

Il Comune di Bolzano in questi anni si è comportato da struzzo, e di fronte alle pressioni di Provincia e dei poteri economici ha preferito mettere la testa sotto la sabbia e prendere tempo. Come ha detto il sindaco “ se avessi accettato certi progetti non avrei vinto le elezioni”.

 Ora Bolzano deve uscire dal guscio e  manifestare progetti precisi, che tengano conto da una parte dei bisogni e dall’altra dei limiti di tolleranza della città, da contrapporre alle pressioni economiche imprenditoriali, condivise da Durnwalder. Bolzano deve finire di espandersi, deve finire di consumare suolo, ormai ridotto al minimo, evitare di consumare anche le pendici.

Pensare ad uno sviluppo sobrio e a favore dei cittadini, con una risoluzione seria del problema del traffico, limitando l’accesso di pendolari, proponendo una ristrutturazione del patrimonio edile esistente, a scopo di risparmio energetico; uno sviluppo sereno ed equilibrato dei quartieri rilanciando i negozi di vicinato e ricreando una rete territoriale.

 Il Virgolo: non si deve partire da un mega progetto,  il Virgolo deve rimanere della città e dei cittadini, non può diventare, perche è patrimonio naturalistico e storico e perchè mostra evidente fragilità geologica, terra di “invasioni barbariche” a scopo turistico-commerciale.

 L’areale sarà un progetto importante per il futuro della città, si è già iniziato male, con bandi di gara a prezzolati architetti, senza aver ancora mai coinvolto in alcun modo i cittadini e senza avere posto alcuna visione e aver fatto alcuna analisi dei bisogni della città. Cosa serve a Bolzano che possa essere fatto nella zona “areale “ ? Questa è la domanda a cui il Comune deve rispondere con il contributo dei cittadini prima di far partire progetti che nascono solo dalle menti di qualche progettista, magari bravo ma che non conosce la città.

 Nessuno vuole isolare la città dal mondo, ma adunate e mercatini devono svilupparsi in un contesto di sostenibilità e vivibilità, con una visione più diffusa e non solamente centro-centrale.

Bolzano capitale della cultura non deve essere occasione  per nuove cementificazioni, potrebbe essere l’occasione di mostrare all’ Europa una città ecosostenibile, vivibile,  multietnica e sobria.

Certo per far questo bisognerà andare oltre.

 Claudio Vedovelli

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1 Response to ““ Ghe pensi mi””


  1. 1 lorenzetti 14 settembre 2010 alle 20:26

    non solo bolzano tace, il blog sembra morto.


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