100 giorni di poltronite

Tutto il consiglio minuto per minuto  7.

Il 07.09.2010 è ripresa l’ attività del Consiglio Comunale di Bolzano dopo la pausa d’agosto. Siamo più o meno ai 100 giorni della nuova Giunta e di solito è tempo di fare un po’ di bilanci.

Ebbene: “ 100 giorni di poltronite… e non è ancora finita” 100 giorni a sistemare tutti e forse nemmeno ad accontentarli tutti.

Dopo assessorati e presidenze del consiglio, commissioni e deleghe varie, rimangono ancora gli appettitosi posti nelle cosidette partecipate : SEAB, AE, Ecocenter le più ambite, più una serie di altri incarichi in fondazioni, ecc. ecc.

Fortunatamente c’è l’articolo 31 ( se non ricordate cos’è vi rimando ai post precedenti), che prevede, presidente Walcher permettendo, di fare qualche ragionamento sulle cose dei cittadini, sui problemi attuali della città.

Questa è stata la serata buona e i 2 articoli 31 sono stati interessanti e molto dibattuti.  Almeno si sono espressi dei pareri e si sono delineate delle posizioni.

1° articolo 31 : Bolzano Capitale carovita ( prezzi).

L’argomento proposto dal cons. Margheri riprende i dati di questi giorni sui prezzi a Bolzano e si aggancia alla discussione sul bisogno di un “grande centro commerciale”.  Ma sarà il centro commerciale la soluzione del problema del caro prezzi, oppure quello che serve è rompere la logica di monopolio? Oppure come spesso accade il ribasso dei prezzi dura qualche mesi dopo l’apertura e poi svanisce? Un nuovo centro commerciale ridurrà veramente i viaggi per far compere verso Trento e Verona o Innsbruck ?

Un effetto comunque verificato è che a Bolzano negli ultimi 10 anni hanno chiuso centinaia di negozia al dettaglio, i cosidetti negozi di vicinato.

Per alcuni consiglieri ( Pontecorvo ecc.) il caro prezzi è il normale effetto del mercato e bisogna accettarlo in nome del libero mercato e respinge la proposta di Margheri di “ sostenere” alcuni negozi di vicinato in certi quartieri; definisce il contributo un modo di drogare il mercato, di falsa concorrenza ed invece sostiene che solo nuovi attori commerciali e grandi centri commerciali possono portare ad una riduzione dei prezzi per i consumatori. Suggerisce invece al Comune di intervenire per abbassare i costi dei servizi.

Il sindaco afferma che “ i centri commerciali arricchiscono solo i costruttori degli stessi “ ma che non hanno effetto costante sui prezzi e parla di educazione al consumo da parte dei consumatori, riferendosi anche alla grande quantità di merci che vengono lasciate deperire.

Il cons. Gambetti afferma che ormai ogni quartiere ha un piccolo centro commerciale che sostituisce i negozi di vicinato.

Berloffa M. afferma che il problema dei prezzi è che in AA ci sono pochi attori commerciali e alla fine sono sempre gli stessi (duopolio e monopolio). Se aumentassero  diminuirebbero i prezzi.

Pagani afferma che esiste una mancanza di concorenzialità dovuta alle leggi Provinciali.  Auspica perciò una concorrenza leale non stabilita dalla politica .

Mayr G. afferma che i prezzi alti sono conseguenza dei redditi alti, più elevati che nel resto d’Italia.

Galletti afferma che il mercato insegue il profitto e che certe ditte hanno prezzi diversi a Bz ( maggiori) rispetto a Trento o a Verona. La verdura afferma è più cara a volte nei centri commerciali che al mercato.

Anche Ladinser afferma che non si può correre il rischio, come avviene in Francia o in altri luoghi, dove per comprare il pane bisogna prendere la macchina e fare chilometri. Però il commercio sano rende attraente la città.

Randi afferma che per le famiglie più bisognose esiste la carta Family plus.

In conclusione Margheri rilancia l’idea dell’ osservatorio prezzi.

Io: sono rimasto intricato nei miei pensieri, l’argomento è serio e complesso, ci sono spinte protezionistiche locali e leggi di mercato. Di base il mercato non fa beneficienza e tutti sanno che Bz è città ricca, con i redditti più alti d’Italia e il mercato si adatta.

Che fare: 1) ridurre gli sprechi; consumi meditati e sostenibili; filiera breve, gruppi di acquisto solidale, autoproduzione. I negozi di vicinato vanno mantenuti, non solo come punti acquisto, ma anche per il loro valore di presenza sociale nei quartieri , di punti di aggregazione, di controllo stesso del territorio. Si dovrebbe disegnare i bisogni dei quartieri e distribuire le licenze in maniera più selettiva.

2° articolo 31: Virgolo

Interrogazione del cons. Pontecorvo che denuncia come la vicenda Virgolo abbia avuto un iter massmediatico ma mai un passaggio istituzionale, nè in consiglio nè in alcuna commissione, come confermato anche dalla cons.Tomada.  La proposta di Thun, benché ancora fantomatica, secondo Pontecorvo, rappresenta un importante investimento da parte di un imprenditore, un’ occasione da non lasciarsi sfuggire e di cui non si è voluto parlare in Consiglio, lasciando il Virgolo nel degrado.

Nel mio intervento affermo di condividere che Sindaco e Giunta non hanno mai voluto assumere una posizione ufficiale e che Thun ha percorso vie non pubbliche invece che mostrare il suo progetto alla città.

Non condivido che al Virgolo ci sia degrado, anzi, dal punto di vista naturalistico, l’assenza dell’uomo ha fatto sì che la zona sia abitata o percorsa da specie anche rare; ho ricordato che il Virgolo rappresenta anche un valore archelogico e storico della città, oltrechè, come sottolineato anche dalla cons. Tomada, una certa fragilità idrogeologica, che mal sopporterebbe interventi invasivi.

Il Virgolo è a tutt’oggi assai frequentato e il percorso è  piacevole, così come conferma il cons. Dorigoni , che vive nel quartiere. Il degrado è il degrado delle strutture murarie, un degrado del quale qualcuno deve essere responsabile, un degrado che sembra creato ad hoc o comunque voluto.

Ho soprattutto voluto fare partecipi tutti i consiglieri che non esiste solo il fantomatico progetto Thun , ma anche un progetto di cittadini che, con il supporto dell’ associazione Unser Virgl- il nostro Virgolo,  ha consegnato a Sindaco e assessore una serie di proposte, che gli stessi hanno fin’ora tenuto nel cassetto. Se non lo conoscete lo trovate qui.

Ribadisco infine che il Virgl deve rimanere zona di ricreazione per i cittadini di Bolzano, un luogo vicino, raggiungibile senz’auto, un luogo dove rilassarsi, lontano da stimoli commerciali e immerso nella natura.

Alcuni concetti sono ripresi dal cons. Margheri, che ricorda anche il costo economico del progetto Thun, che al Comune sarebbe costato almeno 60 milioni di euro ( spostamenti tralicci, infrastrutture, strada ecc.); ribadisce inoltre che il Comune è stato messo difronte al progetto Thun ( uguale Provincia) senza potere discutere: “prendere o lasciare “.

Il cons. Pagani afferma che esistono poteri e che questi sono più o meno sponsorizzati da lobby d’affari. Afferma infine che il Comune deve occuparsi della cosa pubblica e che la politica deve assumere un ruolo primario.

Il cons. De Pascalis ha ricordato che i terreni del Virgolo sono di un gruppo imprenditoriale con il quale si dovrà andare a trattare e che l’ass. Bassetti aveva affermato : “ Non fatevi fregare il Virgolo da nessuno”.

Margheri, De Pascalis e  Galletti ribadiscono il ruolo centrale del Masterplan.

Masterplan che invece, secondo Repetto,( il consigliere naturalmente, non il  costruttore), lascia aperta qualsiasi strada; Repetto denuncia una certa ritrosia del Consiglio (Giunta) verso proposte imprenditoriali interessanti in un periodo di crisi economica.

Il cons. Dorigoni, abitante nel quartiere, afferma che il progetto Thun ha portato inquietudine nei cittadini e che pare un progetto ardito. Non si vuole sul Virgolo un’ edificazione intensa. Thun, secondo  Dorigoni, ha avuto poca disponibilità al dialogo. Afferma che per un progetto così importante ci vorrebbe un Referendum.

Il Sindaco sostiene che un progetto, per arrivare in Comune, deve essere fattibile con i finanziamenti adeguati. IL progetto Thun sarebbe costato non meno di 200 milioni di euro e Thun ne avrebbe messo meno del 50%. Chi mette il resto ? Prima di discutere il progetto Thun bisognava fare il Masterplan; poi ci sono state le elezioni e tirare fuori la questione Virgolo e Thun sarebbe significato fare un regalo all’opposizione e ora, che si poteva discutere, Thun si è ritirato. Il sindaco spera che Thun ci ripensi e torni sui suoi passi.

Pasquali: il Masterplan ha inserito il Virgolo in un contesto generale (sfida della qualità: valorizzare le pendici nel rispetto paesaggistico ambientale) . Obiettivo: un parco pubblico, raggiungibile dai cittadini collegato a tutti gli altri percorsi. La proprietà è privata. Occorre un accordo pubblico-privato per costruire la funivia e in cambio si propone un polo di attrazione (?). Un percorso aperto, trasparente e partecipato; il tutto rispettando 1) paesaggio ; 2) tutela degli insiemi; 3) approvato dal consiglio Comunale.

Finito art.31 si torna alla routine. Con l’approvazione della composizione della consulta Ladina e della ATO2 ( depurazione delle acque).

PS : continuo a scrivere i miei resoconti, imperfetti e perfettibili, obiettivamente di parte, sempre aperti al contributo di tutti, in attesa che le sedute consiliari diventino pubbliche e acquisibili da tutti i cittadini da casa. La Lista 5 stelle ha iniziato l’azione “Fiato sul collo” con una presenza costante sul palchetto, con bellissime magliette dedicate e presentando una mozione che potete scaricare qui mozione trasparenza web. Il Sindaco si è detto a parole d’accordo: vedremo.

Claudio Vedovelli

cons. M5S

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2 Responses to “100 giorni di poltronite”


  1. 1 lorenzetti 26 settembre 2010 alle 19:57

    Adesso che ci penso forse la risposta è perchè non sa fare nient’altro che il politico. Forse attraverso un corso di formazione e l’aiuto dell’inserimento lavorativo gli trovano un posto ai forni delle acceierie. Anche se un po’ mi preoccupa perchè li serve anche la testa se no ti fai male!!!

  2. 2 lorenzetti 26 settembre 2010 alle 19:52

    Pagani?
    posso chiedere come mai il sig. Pagani che l’elettorato ha chiaramente bocciato (200 preferenze) prima si lamenta perchè non ha assessorati poi il sindacus lo mette a capo della sasa?
    Proviamo a piangere tutti quanti, magari qualcuno si tira giù anche le mutande?


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