Relitti dell’ umanità

E di Pompei? Del sito patrimonio dell’ umanità? In Alto Adige non importa a nessuno.

Dopo il sacrificio del parco dello Stelvio, ora tocca agli scavi di Pompei divenire merce di scambio per le “voglie” del partito rappresentante dei cittadini di lingua tedesca.

Qualcuno la potrà chiamare “real politik” altri “mercato delle vacche”, termini diversi che non cambiano la sostanza.  Alla SVP (o ai sudtirolesi di lingua tedesca) della situazione italiana non gliene importa di meno:

che ci teniamo un presidente che i più associano al “bunga-bunga” , che il patrimonio artistico, ricchezza assoluta per tutto il mondo ma evidentemente non per l’ Italia, cada drammaticamente a pezzi, sono cose che riguardano altri, e un governo borderline rappresenta solamente un’occasione per trarne vantaggi economici e nuovi poteri.

Che piccole visioni provinciali in tutto questo!

Credere che la crisi economica, sociale e di costumi che investe l’ Italia non possa ripercuotersi anche sul Sudtirolo è pura cecità; certo si preferisce raccogliere il più possibile le briciole di un potere decadente.

Ci governa un gruppo politico capace di piccole meschinità, di vendersi per 4 soldi e capace di trasformarsi in poche settimane in un gruppo di furbetti che si incamerano qualche risultato, ma a quale prezzo.

Brutta immagine che sono convinto non rispecchia il pensiero di molti sudtirolesi di lingua tedesca e che probabilmente nemmeno porterà a quel grosso ritorno elettorale che il partito di Luis, in crisi per diversi motivi, si augura.

Le decisioni di per sé possono anche essere condivisibili, depotenziare l’impatto dei monumenti sulla storia dell’Alto Adige non è una cattiva cosa, ma doveva essere frutto di un percorso di partecipazione dei cittadini, di una riflessione collettiva di tutta la popolazione altoatesina, non esito di vergognosi scambi politico-mercantili.

Personalmente mi struggo da tempo ogni qual volta passo attraverso la bruttissima piazza Tribunale, ennesimo esempio di come i parcheggi sotterranei e le colate di cemento abbruttiscano i paesaggi e fungano da respingente per i cittadini. Mi struggo perché l’ unica bellezza della Piazza rimane quel bassorilievo, frutto di un artista. Osservarlo come opera d’ arte può essere un modo di depotenziarne l’impatto storico.

Forse i relitti più grandi sono nelle nostre teste, e potremmo anche abbattere tutti i monumenti, cancellare la storia, bruciare i libri ma fino a che non liberiamo le nostre menti da questo bisogno del nemico tutto rimarrà come prima.

In questo modo invece la scelta sarà ancora più amara: una parte della città è stata esclusa da ogni decisione e l’ assenza del bassorilievo sarà molto più pesante della sua presenza.

Volendo chiudere con una battuta, con sguardo ironico potremo scorgere nell’ uomo a cavallo con il braccio alzato una certa somiglianza con il ministro Bondi e allora perché distruggere un’ opera d’ arte, cambiamo soltanto il nome del cavaliere, tanto le cose non cambieranno.

Claudio Vedovelli

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1 Response to “Relitti dell’ umanità”



  1. 1 Relitti e derelitti « Claudio Vedovelli Trackback su 19 febbraio 2011 alle 23:35
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