Ho fatto un sogno…

Domani mattina, dopo aver bevuto il mio tazzone di caffè e sgranocchiato le mie tre fette di pane e  nutella, apro il giornale e…

non c’ è traccia di relitti

di toponomastica

di centenari, bicentenari

foibe e shoah 

massacri passati e massacri attuali

presidenti “c’ è l’ ho duro sempre”

escort prezzolate

calciomercato gonfiato

ciclisti dopati

bimbi sgozzati

giovani violentate

zii deliranti e cugine telegeniche

non ci sono isole dei famosi e nemmeno grandi fratelli 

apro il giornale e si parla della gente, della quotidianità

della fatica di vivere con dignità tutti i giorni

dei figli che non vogliono studiare

di come limitarli all’ uso dei maledetti videogiochi

dei salari sempre più stretti

di dove cominciare a tagliare

del vicino che non ha più un lavoro e di come aiutarlo

dell’ amico autista  che al sabato sera si fa una canna e

ora a causa di una legge sbagliata

pensa di dover cambiare lavoro

del fatto che vorrei ma non posso cambiare casa

 che una stanza in più ti costa il doppio

di figli che non so quando avranno un lavoro, una famiglia, un futuro

dell’ aria che è irrespirabile anche se il dr “Tutto va bene” dice che tutto va bene,

del figlio che ha l’influenza:  una volta era una bella settimana

a coccole e miele e ora è un ansia fatta di H1 N1, B o A che sembra una

guerra nucleare,

di una badante eroica che ha salvato dalla  fiamme i suoi vecchietti,

ma in fondo era l’unico modo per continuare a lavorare,

del fatto che è più di un mese che non piove, tutto è secco,

ma è da fine gennaio che sbocciano le gemme,

di cosa succede veramente in Egitto, se ci deve interessare oppure no,

della Cina che avanza e noi indietreggiamo,

di questa aria di primavera precoce che, mista ai postumi dell’influenza,

mi fa venir  voglia di non far nulla e un po’ di melanconia,

dell’inceneritore che diventa sempre più grosso,

dei bambini in fila alle altalene sul Talvera,

4 altalene 3 file di visi pallidi e una fila per “altri”,

tutto spontaneo, nessun regolamento,

degli italiani incavolati ma non si sa con chi,

dei tedeschi anche incavolati ma col sorriso sotto i baffi,

dei prezzi che salgono e dei soldi che diminuiscono,

delle case vuote, dei negozi chiusi,

di una città ipertrofica abitata dai fantasmi,

di un’ economia che ci invita a spendere

quello che non abbiamo più,

che crea poli tecnologici per industriali che non li vogliono,

di un traffico caotico senza soluzioni,

di un’ idea di bucare la città per sotterrare le auto ed eliminare le piante,

delle pendici della città che mostrano già isole  terribili di cemento,

di sogni ventennali: il tram, la funivia sul Talvera, lo stadio megalomane,

di un tunnel che non finirà mai,

 e in ultimo una pagina dei sogni

dove pensare ad un mondo più semplice, più lento

più sobrio e più felice,

dove l’unico sorriso non sia quello di leggere l’ennesima

stantia barzelletta sul vecchio tromabatore,

dove si possa pensare che se aiuto  una vecchietta ad attraversare la strada

non sia per chiederle l’eredità o per scipparle la borsetta,

in cui i ragazzi riescano a divertirsi senza rovinarsi,

i vecchi a morire senza soffrire,

 i bambini nuovamente  a correre felici su un prato senza apparrecchi tecnologici in mano.

“Brrrrrom bromm” ….

è arrivato lo spolveratore della Seab e mi ha ricordato

che era solo un sogno.

 Buona giornata.

Claudio Vedovelli

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2 Responses to “Ho fatto un sogno…”


  1. 1 antonietta 14 febbraio 2011 alle 19:44

    caro vedo, continua a sognare
    è l’unica soluzione

  2. 2 mangrovie 14 febbraio 2011 alle 09:08

    E’ colpa della Nutella…è come una droga, e come tale ti fa viaggiare con la fantasia! La lista potrebbe essere ancora lunga, infinitamente interessante, ma la questione è sempre la stessa: sono quotidianetà che non fanno alzare il PIL e perciò non vengono recepite dai nostri amministratori.


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