Relitti e derelitti

tutto il consiglio min. x min. del 1 febbraio 2011

Come era prevedibile gran parte della seduta è stata dedicata alla cosiddetta questione relitti, ovvero alle discussioni conseguenti al patto privato Bondi ( ministro PDL) e Durnwalder ( SVP) , il quale, in cambio di una manciata di voti per salvare il ministro della cultura dalla sfiducia  chiesta per i ripetuti crolli a Pompei , ha  ottenuto un via libera statale alla rimozione dei cosiddetti “relitti fascisti”, includendo  il Monumento della Vittoria ( di chi?) , l’ altorilievo di Piffrader in piazza Tribunale, l’ alpino di Brunico, ossari e varie.

La discussione , molto partecipata, ha evidenziato l’ imbarazzo nonchè la delusione dell’opposizione difronte a questa situazione, nella quale molti rappresentanti della PDL locale si sono sentiti scavalcati e abbandonati da Roma.

La delusione è sfociata nell’ autosospensione dal partito di tutto il gruppo PDL comunale ( già in precedenza sia il cons. Gambetti che il cons. Forest si erano dimessi dai propri gruppi consiliari ed erano confluiti nel gruppo misto) .

Accanto alla delusione, molti interventi dell’ opposizione hanno ribadito la volontà di giungere ad una soluzione condivisa da tutta la popolazione, senza però rimuovere i monumenti.

Diverse le posizioni nella maggioranza dove sindaco e SVP insieme a Rifondazione ( come sempre all’unisono) erano per una rapida e definitiva soluzione del problema, con la rimozione del bassorilievo; mentre altri, Verdi e PD, PSI ecc erano per il mantenimento dei monumenti come memoria storia , con un’ opportuna storicizzazione.

Il cons. Schönsberg ( PD) ha sottolineato l’ importanza di condannare tutti i totalitarismi ( nazismo, fascismo, stalinismo), di cui Bolzano e il mondo sono stati testimoni; ha sottolineato il significato dei monumenti come potere educativo e culturale; ha ribadito il ruolo centrale della città di Bolzano, non con gli occhi degli adulti, ma con gli occhi dei figli e dei nipoti al fine di dare una risposta per la convivenza.

Altrettanto ha ribadito la cons. Foppa ( Verdi) , che ha affermato che il comportamento di Durnwalder è stato in questa situazione disastroso, probabilmente trainato dalla destra tedesca. I monumenti vanno storicizzati.

Il cons. Tagnin ( PDL) ha affermato che il ministro Bondi ha sbagliato, si è comportato come un “Elefant in Porzellanladen” . Ha ribadito la sua condanna del fascismo e che i monumenti non vanno abbattuti.

Il cons. Galletti ( Rifondazione) invece è per togliere il bassorilievo, segno di un periodo nefasto per la nostra terra.

Il cons. Oberrauch ( Forza Bolzano) ha detto che in questo affare Bondi è stato pessimo e anche la SVP ha fatto una brutta figura. E’ mancato un interlocutore PDL a Bolzano che potesse spiegare la situazione a Roma.

Per il cons. Bonagura (PD) bisogna ripartire da Bolzano per discutere di questi fatti e guardarli con gli occhi di chi verrà domani. Non bisogna trasformare i monumenti in feticci, non bisogna superare la storia calpestandola. Il cons.Piccolin ( Unitalia) è d’ accordo sullo storicizzare, senza abbattere, i monumenti fascisti. Per il consigliere si è voluto con questo accordo colpire l’ italianità, così come si era fatto cancellando le semirurali, il ponte Druso e l’ ex Fiat.

Il cons. Mayr (SVP) ha affermato di volere una convivenza pacifica e di essere contento che la destra tedesca non sia in consiglio comunale.Non sempre, ha detto Mayr, ci soddisfa quello che fa la SVP provinciale. Il Monumento della Vittoria ci disturba poco, basta sia chiarita la storia di quel monumento. Il bassorilievo va messo in un museo, Mussolini non può campeggiare a 10 metri di altezza a cavallo sulla piazza, deve essere fatto scendere da cavallo e messo altrove, dove trovare l’ultima dimora. Senza fretta, ma non aspettando altri 70 anni.

Per Gambetti ( gruppo misto) l’ accordo è estraneo alla città e doveva essere affrontato in sede locale. L’ accordo romano è passato sopra le teste di tutti e ha riacceso tensioni che parevano sopite.

Bertolucci, capogruppo PDL, ha annunciato l’ autosospensione dal partito del suo gruppo e del parlamentare Holzmann. E’ stato un grave errore di Bondi con corresponsabilità della SVP, ha proseguito. Bisogna muoversi a livello locale : Si alla contestualizzazione, No alla rimozione dei monumenti. Altri sono i veri problemi di Bolzano : casa, occupazione, disagi dei cittadini. Non auspica tensioni sul territorio ma soluzioni condivise.

Repetto ( UDC) si è detto preoccupato di queste forti accelerazioni, che possono portare a nuovi scontri su una problematica che si trascina stancamente, con qualche accelerazione ( referendum su piazza della Pace), da alcuni decenni . Il Comune deve pretendere di muoversi su un percorso condiviso.

Il cons.Repetto si è inoltre chiesto chi è il depositario vero di questi monumenti : Bondi ? Zeller ? lo stato? La Provincia ? E’ stato fatto un disastro! Lavori di anni per ricucire, tutto distrutto per 2 lenticchie. Roma è sempre più lontana, non esiste più la mediazione con i partiti locali.

Il socialista Claudio Della Ratta ha affermato che il lavoro sulla storicizzazione dei monumenti fascisti era finalmente iniziato. Ora, a causa di un accordo nel quale, con la delicatezza di un elefante, un ministro si svende per un consenso, neppure indispensabile, all’ Svp, il cammino della pacifica convivenza subirà purtroppo un nuovo rallentamento.

La cons. Tomada ( PDL) ha proposto un percorso storico sulle età della città. Per Ladinser ( SVP) invece bisogna cogliere l’ occasione offerta dall’ accordo Bondi per risolvere il problemi.

Riporto qui il mio intervento, mentre il collega Filippi ( Lista civica 5 stelle) ha sottolineato il mercanteggiamento poco nobile che ci è stato fra SVP e il governo Berlusconi.

Tutti gli interventi hanno sottolineato come il Comune sia stato completamente bypassato dalla provincia , come spesso accadde su molte questioni che riguardano la gestione della città e del suo territorio, e molti consiglieri hanno richiamato il sindaco ha ridare un ruolo al Comune nelle decisioni sui monumento siti nella città.

Gioco d’ azzardo

Dopo i relitti di pietra passiamo ai “ derelitti “ per gioco o meglio al problema del gioco d’ azzardo.

Negli ultimi anni vi è stato un continuo moltiplicarsi di macchinette ( slot machines)  oltre all’ apertura di diversi locali da gioco.

La materia è completamente in mano alla Provincia, che ha recentemente legiferato in proposito, ma la legge è attualmente stata impugnata dallo Stato e quindi non si sa che fine farà.

Il Comune con l’assessore Randi, oltre ad affittare locali alla Admiral, ha deciso di proporre alla Provincia una regolamentazione dei locali con macchine da gioco, al fine di tenere lontani  almeno i minorenni e di dislocarle lontano dalle scuole.

L’ assessore ha affermato che un ruolo centrale debbano averlo i gestori dei locali che, dopo appropriati corsi, dovrebbero fungere da “educatori” e da “controllori” dei propri clienti al fine di evitare forme di dipendenza dal gioco.

Buone intenzioni senz’altro, mezzi un po’ deboli e difficili da mettere in pratica.

Nascondere le sale da gioco alla vista  può essere pericoloso, si possono creare delle aree di “ microdelinquenza” nonostante la videosorveglianza. I gestori saranno in grado di fare ciò che è loro chiesto ? la legge è rivolta soprattutto  a tutelare i giovani, ma , secondo molti, i principali avventori sono persone di mezza età, padri o madri di famiglia o spesso pensionati.

I diversi interventi hanno tutti sottolineato la serietà della problematica, anche se Pontecorvo ( PDL) ha rivendicato una visione liberale della società in cui ognuno fa ciò che vuole . Il gioco, ha affermato, di per sé non è un male, il male è l’ eccesso. Chi decide che uno è assuefatto?

Il regolamento è invece un ottimo intervento per Berti ( PD) , Della Ratta ( PSI) , Hofer ( SVP) della maggioranza.

Dal mio punto di vista siamo di fronte all’ ennesimo tentativo di dare soluzioni parziali e , nonostante la buona volontà, poco incisive, ad un effetto che nasce dall’ incontro di 2 fenomeni entrambi da inserire nella filosofia della crescita continua, del dio Mercato e della perdita dei valori sociali nella nostra società.

1) Il mercato dell’ azzardo : Il gioco d’ azzardo rappresenta, nelle sue varie forme, un grande mercato ( nel 2007 era la quinta industria in Italia dopo Fiat, Telecom, Enel, Ifim ). Un gran giro d’ affari, con vari mercati collegati non sempre “leciti”.

Il gioco contribuisce inoltre al bilancio dello Stato ( la quota che va allo Stato si aggira intorno al 20%) contribuendo a finanziare altri interventi statali. In pratica un sistema di far cassa, con non pochi e pericolosi effetti collaterali.

E’ vero che non è il gioco in sé il problema, anzi:  c’è  sempre stato fin dall’ antichità e fino a pochi anni fa vi era in Italia una spesa costante per il gioco, pensiamo al Lotto, la lotteria di capodanno, Agnano, il  totocalcio. Ma è dagli anni 92-95 che l’offerta si moltiplica e si diffonde su tutto il territorio, incrementando l’offerta nei luoghi pubblici, sempre più legati alla quotidianità.

Senza contare l’ impatto, a volte devastante, delle nuove tecnologie della comunicazione ( sms, digitale , internet ecc.) con patologie dove al cosidetto IAD ( internet addiction disorder) si aggiungono i fenomeni di Gaming compreso il gioco d’ azzardo patologico.

Lo Stato e le istituzioni non possono rendersi complici di queste dipendenze e devono limitare la diffusione di questi giochi.

2) La mentalità dell’ azzardo: dall’ altra vi è il giocatore spinto anch’esso da l’idea della crescita, che spera di risolvere i propri problemi , magari frutto di altre scelte economiche sbagliate, con un nuovo azzardo. E’ tipicamente nelle fasi di crisi di un Paese e di una società che aumentano i fenomeni di azzardo, un modo estremo di tentare di risolvere situazioni economiche spesso già fallimentari.

In conclusione penso che il regolamento fatto dal Comune sia un segnale di buone intenzioni, ma che lascerà il tempo che trova; credo che il Comune debba farsi soprattutto carico di un grande lavoro culturale , al fine di dipingere una società più sobria, con meno sprechi e con più valori, meno merci e più beni.

Meno è di più  ( weniger ist mehr) diceva un volantino di un iniziativa contro gli sprechi , da qui si deve partire, proprio per togliere ossigeno alla mentalità dell’ azzardo; un modo lento e lungo nei tempi, ma l’unico per impedire questo fenomeno, un fenomeno da cancellare, non da nascondere dietro un paravento.

Claudio Vedovelli

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