l’ ultimo uomo

Comprendo che per molti il calcio non sia ai primi posti dei propri problemi, che ben altri sono quelli dei cittadini, che forse è meglio che domenica prossima sia senza calcio, così  siamo un po’ meno presi e  ci rechiamo a votare per i referendum.

Il calcio scommesse-camorra fa addirittura schifo, ma permettetemi una divagazione, un po’ nostalgica e un po’ futuristica, su una delle figure più schizofreniche e maltrattate del calcio, mi riferisco al ruolo del portiere, venuto alla ribalta in questi giorni per la retrocessione del Südtirol. Retrocessione che,  se non altro, dovrebbe sopire i  bollori cementificatori laivesotti e bolzanini, ma forse, anzi sicuro, il problema vero non è lo stadio ma altri affari legati alla costruzione della ” cittadella dello sport” .

Il PORTIERE: numero uno sulla maglietta, ma di fatto numero zero: che se vinci16 a 0 , non ti danno nenche il voto, e se perdi 1 a 0 è certamente colpa tua.

In Brasile nessuno vuole fare il portiere, una volta ci mettevano  quelli scarsi dell’ attacco. Fin da giovane parolacce dai compagni, dal mister, dai tifosi, perché ogni goal volendo si poteva parare, la colpa è tua, non di altri 10 compagni che hanno lasciato arrivare fin lì l’ avversario.

Un ruolo anche triste: dopo l’ allenamento con la squadra, loro, i calciatori giocano e si divertono, tu, portiere, da solo a farti torturare da signori appositamente istruirti per farti sudare.

Ginocchia, fianchi, gomiti, dita delle mani come stimmate di un sacrifico poco divino. E solitamente i più sporchi e infangati della squadra.

Diversi, già con la maglietta di un altro colore.

Eppure la cosa peggiore è la solitudine. Il centravanti sì che conta, che se si vince viene acclamato, mentre del  portiere  se ne parla solo se si perde. Se perdi 4 a zero è una vergogna : hai preso 4 peri,  e gli altri 10 della squadra assolti; se vinci 4 a zero: non hai fatto nulla, tutto merito degli attaccanti.

Solo, parafulmine di tutte le carenza della squadra.

Ma allora come deve essere questo portiere?

Un pazzo, un autoreferenziale, con un pelo sullo stomaco alto 10 centrimetri, megalomane, un po’ masochista, certamente anarchico, poco socievole… certo l’ ultimo baluardo prima della sconfitta.

E se pari  un rigore o fai cento parate in una partita, al massimo fai 0 a 0, se il solito centravanti non segna.

E allora perché stupirsi di una  pazza reazione, neanche esagerata, di un portiere? Perché un portiere deve essere di ferro, se rischia che gli spacchino la faccia con la scarpa a 2 cm dal naso, non deve reagire, perchè se la  squadra perde è colpa sua, anche se la settimana prima ha parato il rigore che teneva in corsa la squadra, se spesso ha tirato fuori l’ impossibile, tutti pronti a massacrarlo, perfino un allenatore che in 8 partite ne ha vinte 2, e i compagni che da 2 mesi camminano.

E’ tutta solamente colpa tua e fattene una ragione.

Passata qualche giornata a chiederti: ma chi me l’ ha fatto fare? Ti rimetterai in porta. Perché al di là dei soldi, degli intrallazzi, fare il portiere è un arte, un istinto, o lo sai fare o non lo sai fare, chiunque sa tirare calci ad una palla, ma mettersi in mezzo a due pali e farsi tirare addosso pallonate tremende da 10 uomini in mutande, questo è un privilegio di pochi.

 P.S. peggio che fare il portiere  c’ è solo il numero 12: il portiere di riserva, ma questa è un’altra storia.

P.S. 2 Domenica segna  un gol !  Vai a votare !

Claudio Vedovelli

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