Riflessioni dopo un anno

Avevo detto nel mio discorso di introduzione al periodo legislativo che al primo posto nelle mie decisioni ci sarebbe stata la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ ambiente.

Così è stato fra mille lungaggini, trabocchetti  ho sempre scelto la strada che maggiormente tutelava questi due valori.

 Avevo anche affermato che volevamo andare al di là delle ideologie e delle posizioni di schieramento; che volevamo rimanere sulle cose, sui fatti, con un atteggiamento possibilmente costruttivo. 

Così abbiamo provato a fare, ma , gli ultimi avvenimenti , mi hanno convinto che con questa maggioranza, sindaco  e  vice-sindaco-centrica non è possibile dialogare, non è possibile restare sui fatti, fare un ragionamento, percorrere una strada di dialogo e confronto; i consiglieri, spiace dirlo, non contano nulla.

Hanno libertà di parola,  possono inscenare teatrini, fare il cruccio, abbaiare, ma al momento decisivo, al richiamo del capo, tutti si placano, trovano giustificazione a cose che alcune ore prima criticavano, cercano con un groviglio di parole di salvare almeno la faccia, ma alla fine , come  bravi soldatini, li ritroviamo in fila sull’ attenti ad obbedire.

Una vera delusione, più umana che politica. Nonostante sapessi benissimo quanto fosse profondo il  buco in cui è caduta la politica mi sono illuso sulla possibilità di una parvenza di onestà  “ morale”  dei suoi protagonisti.

Continuiamo la nostra attività in consiglio e fuori, consci comunque che in quel posto pieno di regole, di fatto non ci sono regole, e ogni discorso che faremo non sarà certo per convincere gli inconvincibili “eroi della poltrona”, sarà unicamente rivolto a quella parte fastidiosa, talebana, pensante della società che sono i cittadini.

Lasciata ogni speranza di dialogo e confronto, continuiamo  ad essere attenti osservatori, trascrittori e divulgatori di notizie, propositori di idee, cercando sempre con ottimismo di dare voce e valore alla cittadinanza attiva, che vuole partecipare alle decisioni sul futuro del proprio territorio.

Continueremo, noi, a considerarci  i vostri dipendenti e a ricordarlo anche ai “poltronisti”.

Claudio Vedovelli

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