Quando il bue da del cornuto all’ asino

Tutto il consiglio min x min del 20.10.2011

 Serata speciale ieri sera in consiglio comunale. La mozione del  cons.  Margheri, che invitava tenuamente a ridursi gli oboli, indennità e gettoni di presenza, ha scatenato antichi e nuovi furori, istinti di sopravvivenza e attaccamenti alla scarsella.

Particolarmente veemente e ululante la difesa del proprio salario da parte del sindaco, che con una ammirevole parabola si è paragonato ad avvocati e medici, dicendo che i costi non sono quelli della politica, ma quelli dell’ amministrazione pubblica, e che quindi il suo stipendio se lo merita e che nessuno gli faccia i conti in tasca. Ha evitato, per l’ ennesima volta, di rispondere se  avesse  accettato o meno  l’ aumento del  7%, che in campagna elettorale aveva promesso di non accettare . ( Consiglio visione in streaming : discorso furioso del sindaco a difesa della propria tasca  al minuto 2:40:36 della registrazione  http://www.comune.bolzano.it/context.jsp?hostmatch=true&ID_LINK=3680&area=19).

Per il resto da destra a  manca parlare di riduzione dei costi della politica è : demagogia, populismo, sbagliato, serve per andare sui giornali, è pericoloso per la democrazia, qualcuno addirittura ha chiesto un aumento, altri non ritenevano di doversi abbassare gli emolumenti  prima che lo facessero altri e così via.

Alla fine,  solita riunione di maggioranza , soliti accordi, solito sindaco,  si fa la conta :  “ e chi non sta con me…” e alla fine: mozione respinta a grande richiesta.

Indubbiamente la mozione di Margheri  era poco incisiva, un segno, una richiesta di intervento al cons. regionale, che è di fatto la sede decisionale sugli emolumenti.

Certamente, come  puntualmente avvenuto, è un ottimo sistema di finire sui giornali, dove il nostro è di casa quotidianamente, come in ogni manifestazione: dagli indignados, alle corone ai  monumenti.

Davvero si da tanto da fare il consigliere Margheri, sbraiata anche parecchio, fa l’opposizione e il garante della maggioranza nello stesso tempo; un buon spadaccino, una toccata e una parata, mai un affondo decisivo però: alla fine , dopo ore di teatrini, riunioni, pre e postriunioni, e a volte urla,  tutto magicamente si ricompone : Margheri  sui giornali, la maggioranza salva e tutti a casa, fino alla prossima volta.

Bocciata la mozione, in maniera netta, da PD (in parte), dalla SVP e dal sindaco in toto, che ci sta ancora a fare Margheri in maggioranza? Ai posteri l’ ardua sentenza.

Noi di 5 stelle siamo rimasti inebetiti, su un tema che sono anni che denunciamo, manifestiamo, proponiamo, improvvisamente si è aperta la luce, e dopo esserci presi dei populisti, demagoghi, da destra ma anche da sx., pezzi di ecosociali compresi, oggi nemmeno veniamo menzionati nel voto a favore della pur leggera mozione di Sel.

Neanche un mese fa un’ interpellanza del cons. Filippi ( M5sBz) sulla riduzioene dei costi della politica, era  stata respinta dal consiglio.

Filippi proponeva di aprire un fondo di microcredito a favore delle persone bisognose e lì mettere i nostri (o parte) dei nostri gettoni di presenza e parte delle indennità. Non si sarebbe trattato di beneficienza ma di un’ iniziativa utile per la cittadinanza più debole, che possiamo realizzare senza aspettare Trento o Roma, ma sulla quale è calato il silenzio assoluto.

Abbiamo votato a favore della mozione Margheri, perché un segno è meglio di niente, certo non ci fermiamo qui e apriremo comunque il fondo per il  microcredito, poi ognuno faccia la sua parte.

Negli ultimi tempi tante chiacchere ma poco arrosto, anzi si sono mangiati pure l’ arrosto.

La questione dei costi della politica è una cosa seria, un’ anomalia, un’assurdità, come altre nel nostro Paese.

 Certo il pesce puzza dalla testa, la testa è il Parlamento, regno della casta e dei costi della casta, ma anche la nostra Provincia non scherza, come indennità, vitalizi ecc. E il Comune? Certamente sindaco e assessori non se la cavano male, anzi.

Certo i gettoni di presenza dei consiglieri sono una goccia nel mare, e in parte sarebbero anche ben guadagnati, se le sedute consiliari fossero serie, si parlasse di cose importanti, e non si tirasse invece alla lunga in attesa che le questioni si risolvano in maggioranza.

In consiglio arrivano pacchi preconfezionati, a volte anche con sorprese (furbate) nascoste; il resto è puro teatro del nulla.

Questo è il vero problema: l’ inefficienza  della politica.

Almeno n 1/3 dei consigli potevano essere evitati ( spesa media di una seduta di consiglio = 10.000 euro lordi) e con essi tanto denaro.

Meno soldi a sindaco e agli assessori, 2 mandati al massimo.

 Razionalizzare la durata e l’ attività del consiglio, ridurre il numero dei consiglieri, migliorare l’organizzazione delle sedute,  tante possono essere le proposte ma il fine deve essere quello di riavvicinare la politica ai cittadini e per far questo occorre il massimo della trasparenza.

L’ anagrafe pubblica degli eletti e nominati, perché, al contrario di quello che afferma il sindaco, un uomo della politica, un ammimistratore pubblico deve essere trasparente, può anche essere giusto il suo guadagno, ma deve essere chiaro a tutti e i cittadini devono sapere.

Esiste una mozione presentata da mesi , dal consigliere Chiomento, che ho sottoscritto, ma non se ne parla, perché?

Alla prossima

Claudio Vedovelli

M5SBz

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