Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori

Le alluvioni ci sono sempre state. Lo scenario futuro, come ci dicono gli scienziati, dovuto al riscaldamento globale, frutto di stolti comportamenti umani, che i più chiamano progresso, sarà forse ancora peggiore:  lunghi periodi di siccità con brevi periodi di forti concentrazioni piovose.

Il problema è che le conseguenze delle alluvioni dipendono dallo spazio che l’ acqua può avere nel suo scorrere a volte violento.

Il problema è che nelle nostre città lo spazio non esiste più, nell’ era delle comunicazioni, dei contatti, non abbiamo più spazi  né  per incontrarci  nè  per  contenere i fenomeni naturali.

Piazze, cortili, argini e alvei dei fiumi sacrificati al Dio Mercato che si chiama Cementificazione. Cemento ovunque,  cemento per arricchire i soliti costruttori da una parte e dall’ altra” muovere l’ economia”.

Il lavoro è essenziale per  l’essere umano, ma quanto possiamo sacrificare per esso?  E i danni che  lavori inutili e cementificazioni  selvagge  non si ritorcono forse contro la stessa economia ?

Spazio, le città hanno bisogno di spazio, bisogna finirla con l’ occupazione del suolo.

Il suolo è un bene comune, è di tutti i cittadini; non è merce di scambio fra costruttori e amministrazioni:  i Comuni non devono vivere vendendo suolo.

Ora è già iniziato il balletto delle responsabilità : i comuni accusano le regioni le quali accusano le leggi nazionali ecc. La realtà è che in Liguria, come ovunque ( eccetto qualche raro e virtuoso caso (Cassinetta di Lugagnano – primo Comune italiano ad avere decretato la crescita zero urbanistica http://www.stopalconsumoditerritorio.it)  la cementificazione è stata bene accolta, l’edilizia è uno dei settori del prossimo sviluppo della nostra economia : capite, ancora cemento.

 Le dismissioni di beni pubblici ( caserme, terreni demaniali, aree agricole ecc)  sarà un altro disastro per il nostro territorio.

Perché oggi tutti a piangere, a criticare e domani : The Show Goes On……. E il Mercato non si può fermare.

Invece  lo si deve fermare, gli enti locali , che conoscono il territorio, devono essere i primi a tutelarlo, e non ci sono leggi migliori del buon senso.

Le alluvioni, le frane, ci saranno sempre,  prevederle e mettere in sicurezza le città è il primo compito dei nostri amministratori. 

Se un torrente esce dagli argini e ha spazio per correre non succede quasi nulla, se una frana cade e sotto non ci passa un treno o non ci sono abitazioni non succede quasi nulla; montagne e fiumi vanno rispettati, hanno solo bisogno dei loro spazi, che l’uomo occupa spesso solo per soddisfare bisogni inutili.

C.Vedovelli

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