Crisi di astinenza in piazza Walther

«Ci giochiamo tutto in 50 giorni». affermano i commercianti del centro Iniziata la maratona dei negozi, i commercianti: «Così battiamo la crisi»

Chi veramente rischia di giocarsi tutto, in questa frenetica e irrazionale corsa all’ acquisto, in questo clima da balocchi in una realtà miserevole, non sono certo i commercianti del centro, che comunque, fra un mercatino e l’ altro, qualcosa per campare riescono certo a tirar su, anche se poi magari, molti dichiarano meno del meno.

Aizzare all’ acquisto per l’ acquisto, permettere l’ apertura continua per 6 settimane è veramente vergognoso da parte dell’ amministrazione provinciale.

Sono le  famiglie che, tartassate dalla crisi da una parte e bombardate dai consigli per gli acquisti dall’ altra, rischiano veramente di perdere il senso dei valori reali e a volte anche la tramontana.

“Nascere, consumare e morire” questa scritta sui muri della città, coglieva in pieno, insieme alle centinaia di insegne e cartelloni pubblicitari che confermavano, quale sia il destino delle nostre esistenze, se non cominciamo a reagire.

Difronte ad un dio  Mercato totalitario e bipartisan, alle istituzioni che collaborano e sono moralmente coinvolte, ad una Chiesa  che solo sussurra parole sensate, invece che prendere la frusta e scacciare i farisei dal tempio; in questa situazione urge frenare, tirare un grosso sospiro e… aspettare, riflettere.

Comprendere che la corda si sta spezzando, che il ciclo infernale del “compro ergo sum” non finirà mai, che l’ amore per i figli, per i genitori, non ha prezzo, e non si può regalare a comando.

Il mio è un invito alla sobrietà, alla calma, all’ uscita dal caos mercantile. Lasciamo il Mercatino nelle mani della bolgia impazzita dei turisti malcapitati e rifugiamoci in qualche angolino, magari periferico, dove è ancor possibile ascoltarsi, sorridere senza dovere prima fare un mutuo in banca.

Un suggerimento:  Buy nothing Day

Buone settimane pre natalizie.

Claudio Vedovelli

Movimento 5 Stelle

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4 Responses to “Crisi di astinenza in piazza Walther”


    • 2 pierpaolo 27 novembre 2011 alle 09:16

      Sono sopratutto le donne a rimetterci in queste domeniche aperte e squallidamente vergognose;la gente è proprio “COGLIONA”, a non percepire che questo commercio-vendita domenicale è un’anestesia totale. pierpaolo

  1. 3 Giulia Frasca 24 novembre 2011 alle 07:56

    Perfettamente d’accordo..Propongo delle lente e tranquille passeggiate sui tappeti di foglie autunnali ancora molto accoglienti..Lontano da tutto, meditabondi, in santa pace.

  2. 4 LaJOe 24 novembre 2011 alle 02:32

    se proprio non potevano fare a meno di autorizzare ste sei settimane…potrebbero almeno premurarsi di controllare che vengano rispettate certe regole, come ad esempio dare il giorno di riposo quando un poveretto sta lì a lavorare tutta la settimana e anche la domenica (memore dei miei 18 giorni filati senza riposo l’ultimo pre-natale…)
    Forse non si rischia di perdere il senso dei valori reali, ma (ahimè) si è già perduto da un pezzo, ed è anche per questo che ora si possono attuare queste folli settimane. (memore delle pratiche di finanziamento che facevo….48 rate per un ai-fon, 36 rate per una plai-stashion, 52 rate per una tivù, 24 rate per un dolbi-surràund…ma poi si vive senza lavatrice e si manda il bucato alla suocera… più quelle respinte perchè se ne avevano già troppe per i vestiti di marca o altre cavolate..)
    povero mondo…
    Meno male che ho la “sindrome di McGuyver” così non comprerò niente. Assemblerò e basta.


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