Lasciamo fuori la Politica delle contrapposizioni, è solo un ricordo da non rovinare!

Tratta dal libro "un anno alle Semirurali"
di Sandro Ottoni

La storia delle Semirurali non appartiene a nessuno, se non ai cittadini che l’hanno vissuta sulla propria pelle. Una storia molto interessante, che non è male ricordare. Certamente la distruzione del quartiere con lo spostamento di centinaia di famiglie, è stato un momento di rottura violenta nei confronti di una parte dei cittadini. Non trovo nulla di male nel ripercorrere quel periodo, anzi ritengo possa essere un momento di riflessione sullo sviluppo urbanistico attuale. Non lo colorerei di particolari “colori politici”, ma l’ idea di discutere su quel periodo, senza ideologie, mi pare utile.
Il quartiere Semirurali ha rappresentato per numerosi cittadini di lingua italiana una soluzione ideale, per attutire le nostalgie dovute al trauma della lontananza dai propri luoghi natii. La struttura del quartiere, a carattere bifamiliare con annesso orto, permetteva loro, in gran parte provenienti dalla campagna, di poter proseguire uno stile di vita passato.
In quel quartiere così strutturato era facile mantenere i rapporti familiari e di vicinato, creando così dei legami che permisero loro di sentirsi inseriti nella nuova situazione sociale.

Tutto ciò è stato stroncato, dopo lunghe resistenze della popolazione, da uno sgombero forzato e triste, che ha costretto questi cittadini ad una seconda migrazione, non più dai luoghi natii in un’altra città, ma da un quartiere a misura d’ uomo ai nuovi condomini, certamente non altrettanto familiari.

C’era bisogno di spazio, la popolazione cresceva, la spinta a costruire pure, e con una scelta, secondo me sbagliata, si è raso al suolo un esempio urbanistico molto interessante.

Mantenere ora una casetta in ricordo di quei tempi e di quel quartiere, anche architettonicamente particolare, ci sembra un atto dovuto da parte dell’ amministrazione nei confronti di molti di quei cittadini che ancora vivono nella nostra città. Anche nei confronti delle nuove generazioni è importate un esempio di come vivevano i loro genitori o nonni e di come non esistano solo le espansioni edilizie a carattere condominiali ma anche altre forme di visione di un quartiere.

Memoria che non ha nulla a che vedere con la politica, memoria che non è né nera né rossa, è solo memoria: una cartolina che può comunque far riflettere.
Caricare tutto ciò di altri valori, certamente giusti e  da ricordare, come già verrà fatto sotto il Monumento della Vittoria, appare sbagliato e fuorviante di quello che deve essere solo un ricordo di quello che eravamo e null’ altro.
Spero che la Politica riesca ancora ad uscire dallo scontro frontale, dai dualismi storici, e riesca a trovare la giusta soluzione, anche in base a promesse già fatte ormai da molti anni.
Se così non sarà è giusto che i cittadini esprimano la loro opinione in una consultazione popolare di quartiere o della città, entrambe previste nello statuto comunale ( art.59) e regolate dal regolamento sul decentramento ( capo VI art.55),  ma sia chiaro fin d’ ora che la disputa non sarà fra chi vuole ricordare il quartiere e chi vuole ricordare la resistenza al nazi-fascismo, ma sarà soltanto per decidere di avere o no un Museo delle Semirurali.

Claudio Vedovelli
Movimento 5 stelle Bolzano

Annunci

2 Responses to “Lasciamo fuori la Politica delle contrapposizioni, è solo un ricordo da non rovinare!”


  1. 1 Enzo 18 marzo 2012 alle 21:12

    Io sono cresciuto e vivo in quel quartiere…ricordo le semirurali da piccolo e certamente rappresentavano un esempio di urbanistica più umano e vivibile rispetto all’odierna viale europa…anche se c’è da dire che le case popolari che vi hanno costruito al posto delle semirurali non sono male. Eppure parlando con alcuni vecchi abitanti di quelle casette mi dissero che al tempo tutti si lamentavano di quelle casette (costruite male, con materiali scadenti, umidità, etc…).
    Fare un museo permanente sinceramente mi sembra ridicolo, ci sono ben altri aspetti della storia locali che dovrebbero essere insegnati e conosciuti…cito per esempio la lotta dei “freiheitskaempfer” sudtirolesi e del movimento per l’autodeterminazione sudtiolese o quello per la convivenza….facciamo un museo anche su quello? oppure un museo sulla vita a ortisei prima dell’arrivo del turismo di massa? Siamo seri…una mostra fotografica sulle semirurali può essere una cosa interessante…magari all’interno del museo civico o in una mostra fotografica temporanea…quella casetta può essere piuttosto utilizzata come luogo di incontro per il quartiere in cui organizzare iniziative e non per fare un museo vuoto di significato (quale memoria si vuole trasmettere? che era bello quando si facevano gli orti? piuttosto rilanciamo forme di socialità invece di fare i nostalgici permanenti).
    Riguardo ad un eventuale referendum tocchiamo il grottesco per i tempi che corrono…..

  2. 2 Pietro Friso 18 marzo 2012 alle 14:44

    E’ sconcertante la paura che mette la parola “SEMIRURALI”. Sconcerta il comportamento degli odierni politici, forse perchè si sentono colpevoli del misfatto che è stato fatto, nel distruggere il rione, meglio sarebbe dire nel cancellarlo, cercando di non lasciare traccia. Ma se tutto è stato fatto con SINCERITà, ONESTà, e DIGNITà, perche deve esserci questa PAURA? Perchè tanta paura da parte della stampa locale a scrivere chiaramente la situazione che fu e che è, quando riporta stronzate del tipo: “il colore dei capelli consigliato ad una signora “perbene” o quasi, dal parrucchiere personale per andare in vacanza a Teneriffe? Signora le consiglio di farsi i capelli ROSSI. Un quotidiano che occupa lo spazio per simili informazioni, certamente non trova spazio per notizie veramente importanti, come la triste storia e relativa distruzione di un quartiere che fu la base dell’insediamento e della vita del gruppo etnico italiano, in Alto Adige. Per molti e non solo del gruppo etnico tedesco, questi ricordi è meglio cancellarli. Sono con ignominia, considerati solo ricordi del “becero periodo Fascista”. Lo si fecce anche per il Ponte Druso, e nel cuore di certi esseri meschini, lo è per altri monumentali esempi. Simili principi hanno un solo motivo: CANCELLARE LE PROPRIE COLPE AFFINCHè LA STORIA NON LE DEBBA RICORDARE ED EVIDENZIARE. Le semirurali, rappresentavano vita, socialità, rispetto ed aiuto reciproco tra gli abitanti. Non servivano le istutuzioni o associazioni di Volontariato, se uno aveva bisogno, trovava l’aiuto prima di chiederlo. Tutto questo oggi nel rione che furono le semirurali, non c’è più. E’ stato distrutto, annientato e cancellato, senza che un pezzo di carta straccia lo dica o ne parli, forse per evitare di “DISTURBARE” i ….? Ai tempi delle “casette” il giornale veniva letto attentamente e veniva creduto facendo comunella per commentare quanto riportava. Io alle Semirurali imparai a leggere e a scrivere andando in 1^ elementare nel settembre 1945, alle Scolette con la Maestra Damato. Come era bello al mattino entrare tutti con il nero grembiule e con un bel fiocco, spesso diverso, in funzione della possibilità finanziaria della famiglia, determinata naturalmente dal lavoro che il capofamiglia faceva. Altro indice di riferimento erano la quantità dei colori contenuti nell’astuccio. Chi poteva aveva la scattola con 12 colori, chi non poteva si fermava alla scattola con 6 colori. Alla domenica tutti alla mesa nella chiesetta che c’era all’angolo tra Via Palermo e Via Milano. Cersti simboli un politico “scadente ed incapace” li avrebbe mantenuti a ricordo, tralasciando le stronzate nel dire che sono emblemi del becero periodo fascista. Penso però che in fatto di beceraggine che distrusse tutto, sia ad un livello infinitamente superiore. Lo dimostra il fatto che dare il giusto valore e il giusto ricordo a quella “CASETTA” superstite alla distruzione, all’annientamento e alla cancellazione, viene da tutte le parti osteggiata, da chi lo deve fare e da chi lo deve dire e ricordare.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...





%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: