Archive for the 'ambiente' Category

Finalmente ripulita la superfice della discarica piccola di Castel Firmiano

La superficie della discarica piccola di Castel Firmiano, ridotta ad una discarica, è stata ora ripulita. Dopo la mia segnalazione ai Noe, i carabinieri mi hanno contattato per confermarmi il loro interessamento presso il Comune affinchè venisse ripulita l’area e controllata la sua pericolosità. Le foto dimostrano lo stato attuale, ad oggi 8 agosto 2014. Rimangono impacchettate le coperture di tetti, probabilmente di amianto, che dovranno essere smaltite da azienda specializzata. Controlleremo che vengano portate via al più presto. Ringrazio il cittadino che sta controllando in modo encomiabile il nostro territorio, segnalando le situazioni di pericolo a consiglieri,uffici comunali e media.
C. Vedovelli
Consigliere comunale M5s Bz

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Annunci

Cambiamo il secchio e anche il sindaco

secchioSiamo al terzo spegnimento, più un presunto atto di sabotaggio. Per il gioiello della tecnologia da almeno 130 milioni di euro è un inizio a dir poco disastroso. Se 3 indizi fanno una prova, tre incidenti, tre blocchi, fanno un rottame. E se il buongiorno si vede dal mattino è probabile che ci troviamo di fronte ad un altro malaffare (o per restare in tema di un bidone, non di bidoncino ma proprio di bidone si tratta) nel campo della gestione dei rifiuti.
Dopo aver regalato l’ impianto di compostaggio da milioni di lire ai vietnamiti,(anche quello era all’ avanguardia tecnologica), a chi regaleremo questo sfortunato forno? Oppure potremo suggerire allo pseudo-brillante sindaco di Bolzano di aprire un enorme pizzeria comunale, con ingresso vietato agli pseudo-ambientalisti.
Lasciando da parte le cose poco serie, le battute di basso rango, le pensate deliranti e i sospetti dello “Sherlock Holmes de noialtri”, l’ inceneritore continua a rappresentare oltre ad una scelta sbagliata e superata dal punto di vista della gestione dei rifiuti, un costante rischio per la salute dei cittadini, con continui sforamenti e un pesante fardello per le tasche dei contribuenti già immiserite dalla crisi.
Il Movimento 5 stelle chiede da tempo la chiusura dell’ impianto e lo sviluppo del nuovo Piano di Gestione dei rifiuti provinciale, senza incenerimento, con la riduzione dei rifiuti, il riciclo e la differenziazione.
I guasti e gli sforamenti di questi giorni rendono la richiesta urgente e non più rinviabile. Se il secchio è pieno di buchi si deve cambiare il secchio, chiudere un buco alla volta significa solo sprecare risorse inutilmente oltrechè mettere a rischio la salute dei cittadini.

Claudio Vedovelli – consigliere comunale
Paul Köllensperger – consigliere provinciale
Movimento 5 stelle Alto Adige -Südtirol

Bolzano: Da pattumiera provinciale a pattumiera regionale?

Il bando per l’inceneritore di Trento è di fatto congelato e forse non si realizzerà. Ci sono buone probabilità che a Trento l’inceneritore non si costruisca più.( Inceneritore, Provincia pronta a rinunciare); (Sorpresa: l’inceneritore non serve più)

Una decisione importante e giusta, frutto anche di una battaglia puntuale e precisa di informazione e proposta di diversi cittadini trentini.

Una decisione sulla quale hanno pesato considerazioni di carattere economico, ma soprattutto l’ attuale livello di raccolta differenziata che renderebbe , oltrechè dannoso per la salute e per l’ ambiente, anche inefficiente il grande pentolone.

Una decisione che non chiude la tematica della gestione dei rifiuti, ma la sposta sul trattamento della, sempre minore, parte residua: qui le dichiarazione sono diverse e alcune pericolose. Invece che chiudere il ciclo senza camini, come si può e si deve fare, alcuni pensano di spostare l’incenerimento dei propri rifiuti in altre parti del Paese, e Bolzano rimane la metà più probabile. (4: Miorandi: «L’immondizia? Datela a noi»)

Comunque sia si è aperta una breccia nel ciclo dei rifiuti che seppellisce l’inceneritore, breccia che dovrebbe far riflettere gli amministratori sudtirolesi( ma hanno voglia di riflettere, tutti presi dall’ affare energetico, che comunque si intreccia pericolosamente anche con l’ affare rifiuti?), che invece stanno percorrendo una strada opposta con a capo il megainceneritore che tanto costa ai cittadini, sia in senso ambientale  e di salute che in senso economico-tariffario, e che costringe a politiche della differenziata parziali e limitate, senza tariffa puntuale e con forti disagi gestionali per i cittadini.

Alla fine avremo un cancrovalorizzatore semi vuoto, una differenziata monca e complessa e il bisogno di riempire il forno con materiali provenienti da altrove.

Rimane l’ idea, sbagliata e non efficiente, di produrre energia con i rifiuti, un altro errore di percorso  nella famelica e già plurindagata  corsa per il business  dell’ energia in Alto Adige.

Claudio Vedovelli

Consigliere Comunale Movimento 5 stelle Bolzano

Festa del cattivo gusto

Mentre a Trento si parla di economia, a Bolzano ci si dedica alla gastronomia. Mentre a Trento si discutono nuove economie, di vicinato, a km zero, a Bolzano come sempre si predilige il commercio centralizzato dei soliti noti.

Per il commercio a Bolzano si percorrono due strade: la grande distribuzione in via Galilei e il commercial/turismo del Centro, che ha il suo apice nel mercatino di Natale e ora in questo clone estivo del Festival del gusto.

Il tutto con gravi disagi per i cittadini che da 2 settimane non sanno più dove parcheggiare le biciclette nel centro e dove per 3 giorni regnerà la massima confusione, con disagi e traffico deviato in periferia.

Comico-vergognosa poi l’idea di placare le ire dei cittadini del Centro regalando loro un buono da 20 euro, per consumare sempre i soliti prodotti: buono da 20 euro pagato da chi?

Fortunatamente venerdì il mercato dei contadini, seppur esiliato in piazza Domenicani, offriva frutta e verdura locale a km zero. Una strada da seguire nell’ era del batterio transgenico e della “verdura killer”.

Festival del gusto, mercatini e mercatoni, qualcuno dice che è un sistema per far girare l’ economia, certamente è un sistema per rimpinguare le tasche dei soliti pochi e far girare qualcos’altro ai molti cittadini che ne subiscono le conseguenze.

Claudio Vedovelli

M5SBz

NOTE: Lo speck commercializzato in A.A. è prevalentemente prodotto con maiali olandesi

Le coltivazion intensive di mele in A.A. subiscono numerosi trattamenti con fitofarmaci come si può leggere nella relazione del WWF scaricabile da qs link http://www.ambientesalute.org/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=90&Itemid=178&lang=it

In nome della rosa

14 febbraio San Valentino: rose con troppe spine.

Festa degli innamorati. Un’occasione per far festa, per ricordarsi che esistono anche i sentimenti in questo mondo dominato dalle cose.

Regalare una rosa potrebbe sembrare un atto semplice, ma ci siamo mai chiesti da dove provengono quelle rose che il mattino del 14 compriamo per il nostro/a innamorato?

Molti penseranno da San Remo, la famosa riviera dei fiori; ma non è così, certamente non in Febbraio; nel 90% dei casi le rose del 14 provengono da qualche serra in Kenia, Colombia ed Ecuador, dove sono state raccolte da lavoratrici locali, sottoposte ad orari impossibili, a trattamenti economici irrisori, a rischi altissimi per la loro salute dovuti all’uso incontrollato e intensissimo di sostanze tossiche antiparassitarie.

Dunque:  il giorno 12.2 le rose vengono raccolte a 50 chilometri da Nairobi e  inviate a Nairobi con centinaia di camion refrigerati. Da Nairobi partono decine di aerei notturni refrigerati, per lo più in direzione Olanda.

Da qui le rose partono alla volta del paese di  Aalsmeer, a 50 minuti di camion da Amsterdam, dove il 13 avviene la grande asta dei prezzi e quindi  ripartono su grandi autocarri-frigo nelle  diverse direzioni per raggiungere i mercati e poi i  vari punti di distribuzione : negozi, carretti e venditori ambulanti, puntuali il mattino del giorno  14.

Un viaggio che deve essere veloce, e deve rispettare la catena del freddo, tenendo conto della merce facilmente deteriorabile.

L’mpatto ambientale di questo mercato è enorme ad iniziare dall’inquinamento delle falde, dei laghi e fiumi dove vengono smaltiti i prodotti tossici usati nelle sedi di coltivazione, fino alla produzione di CO2 e altro, lungo tutto il viaggio fino alle nostre abitazioni.

Se si può pensare che comunque tutto ciò  serva ad assicurare un reddito alle popolazioni dei Paesi locali, bisogna sottolineare che questo mercato non assicura tecnologie o autonomia imprenditoriale dei Paesi produttori. Chi detiene questo mercato cerca in quei paesi  soprattutto manovalanza a basso prezzo, poco o niente sindacalizzata e territori dove non esistano norme di protezione ambientale.

Appena i lavoratori locali si sindacalizzano o i governanti impongono norme di tutela ambientale, le produzioni in loco vengono smantellate e spostate velocemente in altri territori, lasciando dietro di sè soltanto distruzione, danni, inquinamento.

Queste informazioni  è possibile trovarle in un libro reportage di Pietro Raitano e Cristiano Calvi : ” Rose&lavoro”.

Ma tutto ciò è sviluppo o ancora di più, sviluppo sostenibile?

Certamente no, le rose in inverno in Occidente sono un’ assurdità, oltre che, come  afferma Padre Zanotelli, una violazione dei diritti umani.

Soluzioni?

Certamente sostituire le rose con altri regali, locali e di stagione, potrebbe essere un’ ottima idea, anche se forse uscire dalla forzatura di queste feste “obbligate” non sarebbe male.

Regalarsi un bacio o una passeggiata mano nella mano sarebbe più che sufficiente, certo non aumenterebbe il PIL !

Se proprio vuoi regalare dei fiori, chiedi al fiorista se sono fiori certificati o recati presso una delle aziende già impegnata per la diffusione delle certificazioni sociali e ambientali ( elenco su www.fioriediritti.org ; www.oew.org ; www.bottegadelmondo.bz.it)

E  quindi…

” E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”( Il piccolo principe-di A.de Saint Exupery)

Claudio Vedovelli

Rifiuti cercasi: anche“taroccati”

Per ora Trento è salva. Il bando per l’inceneritore è andato deserto. Nulla di straordinario, era successo anche a Bolzano.

Quello che fa pensare sono le motivazioni: tariffe e durata del contratto.

Nessuna azienda si vuole prendere il rischio di gestire un impianto che, se la raccolta differenziata in Trentino continuerà il trend attuale, rischia di avere poco materiale da bruciare, stante anche il divieto di importare rifiuti, e quindi di avere scarsi incassi ( 110 euro a tonnellata per lo smaltimento del rifiuto indifferenziato).

Quindi una questione di mercato, bruciare i rifiuti non è più un affare sicuro se le pratiche di differenziazione vengono attuate con rigore.

A Bolzano invece il problema lascia del tutto insensibili i nostri amministratori, attenti comunque a non spingere troppo avanti la raccolta differenziata.

Il carburante per il forno deve essere garantito, sacrificando ad esso materie prime riciclabili, ambiente, salute dei cittadini oltrechè il senso civico della comunità.

Mentre ora a Trento si spera che, come afferma per Italia Nostra Paolo Mayr: ” la mancanza di offerte faccia ripensare alla questione e ragionare sulle alternative da usare rispetto alla combustione per arrivare alla fine del ciclo dei rifiuti. Bisogna salvare i materiali e non bruciarli. Si devono ridurre le combustioni — è l’imperativo di cui si fa portavoce —, bisogna investire i soldi destinati all’inceneritore per controllare la differenziata e per educare le persone al risparmio delle materie prime . Se una soluzione proposta non è attuabile, conclude Mayr, per lo meno si mettano in concorso alternative all’inceneritore.”

A Bolzano invece si progettano spostamenti  di cassonetti da fuori a dentro i condomini, si fanno opere di chirurgia estetica, senza intaccare la sostanza: nessuna volontà di ridurre i rifiuti, nessuna volontà di aumentare la differenziata.

E come potrebbe essere diversamente se , come le norme europee, ci costringeranno ad arrivare almeno al 65% della differenziata entro il 2012 , che ci metteremo nel costruendo e costosissimo nuovo forno di Bolzano?

Non vorremmo diventare la pattumiera della Regione oltre a essere già quella della Provincia , come conferma l’ arrivo dei fanghi carbonizzati di Termeno.

Claudio Vedovelli

M5SBz

Non vi inducete in tentazione…

mercatino di bz 25.11.2010

Bene, il ponte di San Ambrogio è andato: un odore acre nell’aria, code in autostrada, borseggi in quantità industriale, incidenti stradali, treni assaltati. Eppure l’illustre signor Duzzi ( Azienda di soggiorno) è felice, anzi entusiasta di tutto ciò. Noi cittadini invece non lo siamo, anzi vogliamo chiedere a Babbo Natale un regalo, un regalo che sintetizziamo in questa lettera.

Cari turisti, vi chiediamo cortesemente di stare a casa vostra a godervi in pace e serenità la pausa delle festività. Venite invece in Trentino-Alto Adige in ordine sparso, anziché concentrarvi caoticamente, intasando strade e autostrade, in un territorio dai limiti evidenti che naturalmente non è in grado di accogliervi tutti in un colpo.

È successo nelle precedenti edizioni che molti di voi sono tornati a casa arrabbiati e delusi, anche perché gli stessi soldi potevate darli al supermercato di Cologno Monzese. Le magiche atmosfere uno se le cerca o inventa dove, quando e come vuole.

Se proprio non resistete al fascino delle magie mitteleuropee o quasi esotiche, del business natalizio, veniteci in treno, in bicicletta, a piedi, col pensiero. Perché qui, nella ricca Regione dell’autonomia, di soldi ce ne sono già troppi e sembra che sia questa la causa principale delle ormai mediocri politiche a difesa della salute come del territorio.

Pensate a quello che potreste risparmiarvi: sveglia all’alba, rapida colazione, bambini sonnolenti e giustamente incavolati, da vestire e via in macchina 3-400 chilometri di strada, nebbia, code ed altro; uno dei bimbi certamente sta male in auto e l’altro certamente soffre di cistite e dovete fermarvi ogni autogrill, fare mezz’ ora di fila ai bagni, dove sono già in fila gli altri bambini diretti al Mercatino di Bolzano, partiti 2 ore prima.

Finalmente a Bolzano. Alla ricerca del parcheggio, il tabellone segnala i parcheggi in centro esauriti e già un bimbo deve fare la pipì. Parcheggio in periferia, come è giusto, ma i biglietti? Bo! Va bene, tutti giù dall’auto, borse e borsette, e non dimenticare i bimbi. Via con l’autobus verso il mercatino. Un traffico infernale, pioviggina, ci siamo dimenticati nella fretta di far fare la pipì al bambino, che se l’è fatta addosso, l’altro nel frattempo vomita. La mamma ne cambia uno, mentre il padre litiga con un distinto signore Veneto (Lega?) che si è preso una piccola vomitata sul cappotto di pelle ed esclama: ” i miei figli no i vomitava mai, se no ghe davo uno stciafon…”.

Dopo un’ora di viaggio a singhiozzo arrivano in piazza Duomo. Scendere veloci che l’autobus deve ripartire. Un bimbo inciampa nella discesa e viene calpestato dal resto del gruppo, che si getta a capofitto nella mischia. Mentre i genitori soccorrono il piccolo malcapitato, attratto da una piccola giostra, l’altro figlio scompare, ingoiato dalla massa di pellegrini, pardon turisti.

E ora che fare? Un bimbo ferito l’altro sparito. Passano di là tre angioletti, che però sembrano qualcos’altro, con la pettinatura dei Beatles: ” scusate avete visto un bambino?” Sì certo era alle giostre e stava facendo il 32° giro a 2 euro il giro. Va bene, l’importante è aver ricomposto la famiglia. Fame! Che si fa? Menu sudtirolese:troppo caro, un bretzel a testa e via, i bimbi piangono, la madre comincia ad arrabbiarsi, è anche stanca , ma sedersi è impossibile, tutto occupato. Un buon vin brulè sudtirolese per tirarsi su il morale, 6 euro con la cauzione e una sorsata di vino dolce bollentissimo, un urlo e la tazza, 3 euro, a pezzi per terra. Evviva è Natale.

I bimbi hanno intravisto i poveri pony: ormai allucinati al 3500° giro, sempre uguale, portano a spasso bimbi spaesati e dopo essersi presi negli occhi migliaia di flash di macchine fotografiche di genitori in pieno orgasmo da clima mitteleuropeo.

Un viaggio in aereo low cost Londra -Roma costerebbe di meno, ma i nostri turisti-eroi affittano il pony per un giro. I bimbi partono sui cavallini ipertiroidei; i genitori all’ unisono: “ora possiamo comprare in pace qualcosa” nell’entusiasmo il padre non si avvede dell’arrivo della diligenza trainata dai cavalli e guidata da Schumacher e ci rimette un piede. Stoicamente e per compiacere la moglie, non urla, resiste e si getta a capofitto a comprare qualcosa di locale. Ma cosa e soprattutto quanto costa?

Ci sono delle palle di Natale che costano più dell’abbonamento a sky tv; dei pupazzetti di stoffa che uno dovrebbe fare un mutuo,ma ecco… di nuovo gli angioletti, ma questa volta di coccio, con quella boccuccia, che è tanto simile a quella del nostro turista quando, scelto e incartato il pezzo più grosso per fare una sorpresa alla moglie, gli è stato comunicato il prezzo……., ok, paghiamo, ma quest’anno niente settimana bianca.

Mannaggia i figli, ormai è passata un ora, sono al 20° giro e ad ogni giro si prendono sassate da una folla indiavolata di altri bimbi che attendono il loro turno; a levarli dalla sella si fa fatica e i bimbi sono intirizziti dal freddo, il padre è completamente agghiacciato dal conto.., il conto, ma….dov’ è il portafoglio.., la moglie impallidisce e comincia a insultarlo, si gira e viene colpita in pieno da Schumacher che ripassava di lì, per lei tutto bene, l’angioletto di Thun a pezzi. “Porca p…….” ma dai è Natale, c’è l’atmosfera, i bimbi tossiscono e hanno la febbre, nevica, è bellissimo….

È l’ora del ritorno, sperando di ritrovare l’autobus, di non aver perso i biglietti, che i figli non si perdano, che la moglie non schiatti dal nervoso, sperando di ritrovare il parcheggio periferico e che la macchina si accenda. Li aspettano ancora 1 ora di autobus e 6-7 ore di autostrada, perché nel frattempo con la neve si sono formate colonne enormi, e un bimbo vomita, e l’altro deve fare la pipì, ma la madre non sente più nulla immersa nella disperata impresa di riattaccare i 4567 pezzi dell’angioletto di Thun.

A proposito, dimenticavo, grazie per l’indotto: CO2, benzene, SO2, NOx, PM varie ecc ecc

L’Alto Adige ha zone bellissime e uniche dal punto di vista della natura, ma questo certamente è il periodo meno adatto per apprezzarle, tutto ciò che trovate qui ora, lo trovate in qualsiasi parte del mondo e in particolare in Cina, dove angioletti e similia vengono prodotti.

Clima natalizio? Beh, sta facendo la stessa fine del clima in generale….. sulla convenienza, vi consiglio di chiedere un prestito prima di mettervi in marcia…

Claudio Vedovelli

M5SBz


Posta i commenti sulla mia pagina Fb http://www.facebook.com

Annunci