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16 maggio, elezioni comunali: ci sarò!

Claudio Vedovelli, padre di 3 figli, ecologista, medico. Membro dell’ ISDE (Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente) e dell’ Associazione Ambiente e Salute. Mi candido perché la politica comunale degli ultimi 5 anni mi ha deluso: le problematiche ambientali e le loro conseguenze sulla salute dei cittadini, non possono più essere materia di trattative ma devono avere priorità fondamentale nelle decisioni, per lasciare un mondo ancora vivibile alle prossime generazioni. Stiamo consumando velocemente e spesso inutilmente risorse che non sono infinite, così come non è infinito il pianeta. Dobbiamo cambiare, evitare gli sprechi e tenere comportamenti più sobri, che ci permetteranno comunque di vivere bene, senza esaurire le risorse e distribuendo le stesse più equamente.

Programma 10 punti lista civica 5 stelle Bolzano

die 10 punkte des programms- Bürgerliste 5 Sterne

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La festa appena incominciata è già finita…

“Parleremo a 4 occhi con Gigi”. Probabilmente le elezioni Comunali di Bolzano 2010 sono già finite, con l’appoggio al 1° turno dell’SVP a Luigi Spagnolli tutto va verso la conferma di una giunta cosiddetta di centro-sinistra, che non ha soddisfatto molti cittadini ma che pare non avere alternative nell’altro blocco, vista la permanente litigiosità nella destra. Il teatrino della politica ci interessa poco, quello che ci stupisce è la frase del sindaco in pectore dell’ SVP Ladinser, che afferma che l’ appoggio al 1° turno non sarà “gratis”, ma che L’SVP porrà precise condizioni e alla domanda su quali siano le condizioni ha risposto : “Parleremo a 4 occhi con Gigi” .

Parleremo a 4 occhi con Gigi ? A questo è ridotta la politica della “Bolzano Capitale”. Già in fase di sostegno si pongono condizioni precise, vincolanti il futuro della città, che i cittadini  non devono conoscere?

Questa è la politica che non ci piace, questa è la politica che allontana . Cosa chiederà Ladinser a Gigi : un bel centro Thun sul Virgolo? Un ‘ altra sbarra in via della Vigna? Di deviare i fumi dell’inceneritore in modo che non arrivino a Gries ? Il minimetro made in Leitner? Parcheggi e palazzine?

Non lo sappiamo, forse non lo sapremo mai, ma siamo certi che i prossimi 5 anni saranno decisi nell’incontro a quattr’ occhi Gigi – Klaus.

Un alleanza Gigi – SVP e gli altri soci del Csx ? L ’ SVP dice di non essere loro alleata, richiede più potere e più rapporti diretti con il sindaco. In sintesi avremo probabilmente una giunta SVP_Spagnolli . E gli altri ? Si potranno accontentare di spartirsi le briccole di quel poco che rimarrà?

 Questa è la misera politica bolzanina, nella quale il partito del gruppo  minoritario in città deciderà il futuro di tutta la città. Da qui nascono gli scontenti, i disagi, le urla di malumore.

Non hanno tutti i torti.  Bisogna cambiare metodo, dobbiamo uscire da questo bipartitismo inutile  e mettere sulla carta i problemi della città e parlarne apertamente con i cittadini : gestione dei rifiuti, che vogliamo fare ? Mobilità, il problema sono i pendolari, e allora che fare? Edilizia, non c’è più spazio per nuove costruzioni, perchè non censire e recuperare l’esistente vuoto ? Quartieri, solo dormitori o anche spazi sociali e verde pubblico da recuperare ? 

Vogliamo rilanciare la politica al di fuori di questo teatrino dell’orrore, vogliamo comprendere quali sono le esigenze dei cittadini e pensare agli interessi di tutti, di qualsiasi lingua e da qualunque luogo essi provengano?

Oppure vogliamo assistere per altri 5 anni al solito spettacolo di un sindaco “inutile”, un consiglio comunale triste e vuoto e le decisioni prese in tutt’altre sedi ?

Votare? Non votare? Votarsi?

Votare, non votare, votarsi?     Wählen, nicht wählen oder sich selber die Stimme geben?

“I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare seriamente la raccolta differenziata. Fare parchi per bambini o costruire parcheggi. Mantenere le nostre colline o regalarle a qualche sovranità. Preservare il verde o implementare la cementificazione selvaggia. Decidere se tagliare o conservare un albero. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Privilegiare il traffico privato o quello pubblico.”

 Votare è un diritto fondamentale,

per il quale i nostri padri/madri hanno versato sangue e sudore;

ma quando le proposte sono indecenti, che fare?

 Serata di discussione
Giovedì, 4 marzo 2010, ore 20.15

Sala Raiffeisen/Casa Kolping, Via Kolping 3, Bolzano

organizzata da alcuni cittadini di Bolzano

per dare voce a diversi sussurri o grida di malumore che da più parti si levano nei confronti dell’attuale quadro politico;

per dare contenuti ad una campagna elettorale miserevole, litigiosa, priva di contenuti. 

INTRODUZIONE
Dr. Giorgio Delle Donne
storico,conoscitore delle “trame politiche” bolzanine
 INTERVERRANNO:

Mirko De Giuli
Meetup di Bolzano (Amici di Beppe Grillo)

Claudio Vedovelli
ambientalista

e chiunque abbia qualcosa da dire o da proporre e … se son rose fioriranno!

 Una serata per

>coloro che non si riconoscono in nessuna delle attuali coalizioni, e che magari avevano deciso di non andare a votare (ma non votare significa lasciar decidere gli altri per il proprio futuro!);

>coloro che sono stanchi di votare contro qualcuno e che vogliono votare per   qualcuno, qualcuno che finalmente li rappresenti;

>coloro che sono giunti alla conclusione che gli ideali politici dei principali partiti e coalizioni non sono troppo diversi tra loro, che fondamentalmente riconoscono tutti la priorità del mercato sui bisogni dei cittadini, sull’ambiente e sulla salute;

>coloro che vorrebbero mettere al primo posto l’uomo in tutte le sue espressioni: sociale, ambientale e di salute e proporre un modello di società in cui alla crescita infinita si sostituisca una decrescita felice ed equa, in cui ridurre gli sprechi e distribuire equamente  le risorse.

>coloro che non accettano la logica del meno peggio, del voto utile, ma che vogliono scegliere liberamente a chi affidare le chiavi della propria città. 

Vorremmo fosse una serata dei cittadini! Assessori, consiglieri, rappresentanti di partito avrete tantissime occasioni per esprimere la vostra opinione; stasera godetevi una serata in famiglia. Grazie.

Riprende la stagione teatrale 2010

Così è se vi pare! 

 

 

” Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte, o se non vengo per niente? ” ( da Ecce bombo di N.Moretti)

Anime inquiete si aggirano per la città ricca e un pochino triste. Sempre di più si avvicina la data fatidica. 16 maggio 2010:  elezioni comunali di Bolzano.

Come stanno andando le cose nella politica lo stiamo vedendo ed  evito ogni commento , perché i fatti pare siano più che sufficienti. Ma altre anime inquiete sia aggirano per la città ricca e un pochino triste.

Andare, non andare, destra e sinistra, votare la persona o il partito. Berlusconi c’entra con Bolzano? Si può essere di destra a Bolzano e di sinistra in Italia o viceversa ? E se quello di sinistra mi ha rotto, cosa faccio? Fregarsene, per poi piangere per 5 anni politici che non ci piacciono, oppure, intrufolarsi in qualche partito (quale?), inventarne uno nuovo, “usare” il beppone nazionale?

Vi suggerisco un altro piccolo contributo, intanto che ci pensiamo su e il tempo passa.

Dall’ intervento di Domenico Finiguerra all’Accademia dei Colloqui di Dobbiaco, 26 settembre 2009

“Negli ultimi mesi ho avuto diverse occasioni di partecipare a convegni e dibattiti. E via via, un dubbio si è trasformato in certezza. Se io e la mia lista civica non ci fossimo presentati alle elezioni amministrative del 2002, saremmo rimasti un buon gruppo di pressione esterno, ma nulla di più. Avremmo cercato di spingere l’amministrazione a non consumare troppo territorio, sperando nel buon senso, ma nulla di più. Se non ci fossimo presentati alle elezioni, mettendoci in gioco, non avremmo potuto realizzare la nostra piccola esperienza e oggi non sarei qui a parlarvene. Cosa voglio dire? Se tutti quelli che si impegnano e si sforzano per mettere in discussione il modello di sviluppo vigente e dominante, non organizzano la loro irruzione pacifica nella politica; se tutte le realtà, i movimenti, le associazioni, gli studiosi, gli amministratori, che contestano la società della crescita, del consumismo, del saccheggio del territorio e dei beni comuni, e che affondano i propri convincimenti e le proprie azioni nella consapevolezza che bisogna invertire la rotta, non passano dalla teoria alla pratica; se tutte questi soggetti non escono dalle sale per convegni e dai dibattiti accademici, per dedicarsi alla costruzione di una vera alternativa politica e passando all’azione concreta, diventando nuova classe dirigente, per compiere direttamente le scelte necessarie a salvare il paese e il pianeta; se non si compie questo salto di livello verso la politica attiva, saremo destinati ad osservare impotenti l’affondamento del Titanic. Dobbiamo avere il coraggio non solo di strappare il microfono dalle mani di chi cerca di distrarre abilmente i passeggeri ignari della nave, ma anche di prendere il comando della nave stessa per poter salvare tutti. Perché su questa nave non ci siamo solo noi, ma anche i nostri figli e i figli dei nostri figli.”

Domenico Finiguerra nasce a Milano il 3 settembre 1971. Dal 2002 è il Sindaco di Cassinetta di Lugagnano alla guida della lista civica Per Cassinetta. E’ componente del direttivo dell’Associazione Rete Nuovo Municipio e dal settembre 2009 del comitato direttivo dell’associazione Comuni Virtuosi. E’ promotore, insieme a molti altri, della campagna e del movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio che il 24 gennaio 2009 ha preso avvio da Cassinetta di Lugagnano. Ha contribuito a “ L’Anticasta, l’Italia che funziona” , un libro per quanti hanno deciso di cambiare il paese e non di cambiare paese, di Marco Boschini e Michele Dotti, edito da EMI.

www.domenicofiniguerra.it è il Blog del sindaco di Cassinetta di Lugagnano

La città doppia e le finte del re permaloso

C’era una volta,

una città bellissima, perfettissima e un pochino triste. La gente parlava diverse lingue ma faceva fatica a comunicare. In questa città tutto era doppio : le scuole, la cultura, gli asili, i teatri, le squadre di calcio e perfino le Chiese .

Questa città, ricca e triste, era governata da un re piuttosto strano, messo sul trono da un gruppo di potenti  perché, apparentemente innocuo, potesse così coprire le loro malefatte.

A dire il vero non era in effetti il vero re, ma soltanto un  piccolo principe sultano, il vero Re, con la maiuscola, viveva altrove, spadroneggiava su tutto il territorio e usava circondarsi di dipendenti travestiti da principi, a cui elargiva l’elemosina della sua benevolenza, in cambio della loro completa ubbidienza e sottomissione.

Uno di questi era il  nostro  re della città doppia, il quale, ambizioso quanto permaloso, aspirava in cuor suo ad assomigliare al Re con la maiuscola, ma come si sa i cromosomi reali, detti anche attributi, non si possono ereditare  e non bastava l’appoggio di qualche prete illuminato o i consigli di qualche vecchio saggio della politica, a trasformare la paglia in oro.

Comunque fu che nei primi tempi  del suo regno tutto filò liscio: era sempre sorridente, allegro, felice come un bambino.

Con il passare del tempo divenne sempre più triste, grassoccio, con la chierica e sempre più  permaloso. Chiunque facesse un’ osservazione veniva preso a male parole, se cadeva un albero ne tagliava altri dieci, e fra strafalcioni e battutacce il re diventava sempre più antipatico.

Si narra che ad un certo punto nemmeno i suoi più intimi cortigiani lo sopportassero più, ma nessuno avesse il coraggio di dirglielo in faccia.

Arrivati quasi allo stremo e timorosi anche di perdere il consenso del popolo, che ormai rumoreggiava contro questo superbo sovrano, i suoi stessi sudditi organizzarono una gara di abilità, nella quale il re dovesse dimostrare la sua  reale superiorità nei confronti di altri principi pretendenti.

Il re, un po’ megalomane, dapprima accettò , poi piano piano cominciò a  sentire puzza di bruciato o meglio odor di “tromabatura” e poi l’idea che la sua sovranità fosse in qualche modo messa in dubbio proprio non la poteva sopportare.

Chiamò a raduno i cortigiani, si affacciò al balcone reale e disse “ Me ne vado. Questa città non mi merita.“ M non resistette da lanciare una terribile minaccia “ Dopo di me  il diluvio ! “  chiuse le porte del balcone e se ne andò.

I cortigiani rimasero allibiti, i cittadini invece cominciarono a festeggiare e qualcuno addirittura stappò qualche bottiglia di buon vino.

Dovete sapere che in quella città, se il re non era  diciamo una cima, il resto dei pretendenti al trono non era certamente meglio, anzi molti erano vissuti approfittando della corte del re, altri si accontentavano delle briciole , ma soprattutto ognuno odiavo l’ altro ancor più di quanto odiasse il re.

E cosi passarono anni di lotte e tensioni, di  omicidi misteriosi, di imboscate e di duelli  all’ ultimo sangue, ma non c’ era verso di trovare un nuovo sovrano.

Nel frattempo non è che la città andasse tanto male, anzi senza re superbi e senza cortigiani intrallazoni, i cittadini sembravano cavarsela meglio e certamente il clima era diventato più allegro.

Ad un certo punto, davanti al rischio che i cittadini potessero accorgersi che la città funzionava anche meglio, senza re e cortigiani e quindi potessero mandarli via tutti per inefficienza, i cortigiani si riunirono e non senza qualche altra rissa e qualche cadavere, alla fine decisero che ci fosse un’unica soluzione:  richiamare il vecchio re, superbo, antipatico così tanto che solo l’ odio nei suoi confronti poteva tenere in piedi quel tipo di congrega.

Il re non aspettava altro, ma per un pò tergiversò. Aveva in cuor suo da tempo pensato che solo se si fossero inginocchiati davanti a lui e gli avessero steso un tappeto lungo metri avrebbe accettato.

E cosi accadde, più superbo che mai, completamente solo al comando, accettò e venne re incoronato davanti alla popolazione, che non era infondo troppo contenta del gran ritorno.

A questo punto il re si sentiva quasi un Dio , e comincio a regnare indisturbato, non senza prima togliersi alcuni sassolini dalle scarpe. A rimetterci furono proprio quei piccoli cortigiani , rimasti fedeli a lui fino all’ultimo, ma che ora erano diventati zavorra fastidiosa per il monarca ritornato.

Questa è la storia della città  ricca e triste. Non c’ è morale in questa favola, in quanto tutto quello che viene narrato è completamente immorale ; certo che se si vuole trarne qualche insegnamento si potrebbe pensare che in  fondo quel re non è tanto diverso da molti  governanti di un paese che si chiama Italia, paese dove  non si ritira mai nessuno e che se si ritira, è una finta per attirare ulteriori consensi.

Così’ finisce questa triste e immorale storia , cosa succederà in seguito nessuno lo sa , ma non è detto che tutto debba filare liscio per sempre e magari sarebbe anche il caso che i cittadini, finora assenti e poco partecipativi, si facessero sentire !

E vissero tutti…

Claudio Vedovelli


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